domenica 29 marzo 2009

Situazione acque scure zona "Terranera".


Bizzarone il paese tranquillo, bizzarone il paese del verde oppure il paese dei problemi nascosti? Alcuni dicono che Bizzarone sia un paese arretrato perché negli anni passati non ha avuto un'esplosione edilizia paragonabile ad altri centri abitati, o per la mancanza di servizi. A dire dell'attuale amministrazione nei prossimi anni il paese dovrà cambiare marcia in questo senso, per recuperare il tempo perso; si ma a quele prezzo: per vedere rovinate per sempre intere zone una volta verdi? Nuove case porteranno nuovi abitanti, ma si penserà ai servizi pubblici e soprattutto allo smaltimento delle acque scure? Noi come gruppo non siamo assolutamente contro l'arrivo di nuove famiglie, ma chiunque governerà dovrà usare la testa per impedire l'aggravarsi di situazioni già critiche, con i giusti investimenti sul ciclo delle acque.
Da alcuni anni, grazie anche all'ifluenza di mio padre, ho preso particolarmente a cuore questo argomento e con vari sopralluoghi ho localizzato le situazioni sicuramente più critiche.
Parlando di Terranera si pensa alla vecchia cascina, al nuovo insediamento residenziale e anche al Roncaccio. Io invece penso a problemi nascosti ma gravi. Essendo la zona bassa rispetto al paese, anni fa è stato necessario organizzare un sistema di pompaggio per le acque scure, così da convogliarle verso il depuratore che serve il paese. Oggi però questa rete di pompe e tubazioni spesso e volentieri non funziona o funziona male. Forse non tutti sapranno che poco prima dell'agriturismo le Lanterne, è ubicata una delle famose stazioni di pompaggio che dovrebbe assorbire tutte la acque reflue di Terranera. Venerdì, durante uno dei miei sopralluoghi , ho potuto constatare la gravità della situazione. Sulla destra della stazione c'è un tombino in cui arrivano tutte le acque per poi andare alla pompa, solo che al momento la pompa receve poco o nulla: difatti questo chiusino è completamente divelto e quello che non dovrebbe uscire scola tranquillamente nel torrente "Puntin"! Vorrei far notare che problemi del genere capitano solitamente a causa di forti piogge, ma fino alle precipitazioni di ieri ed oggi era quasi un mese che non pioveva; quindi non ci si può nemmeno rifugiare in questo modo. Tutto ciò è del tutto inaccettabile in un paese nel quale ultimamente sono state avviate così grandi opere. Mi chiedo: perchè i residenti non si sono ancora ribellati? Dopotutto è il nostro amato territorio che viene gravemente contaminato! E il comune, perchè non provvede a verificare il problema così da cercare di risolverlo? Mi rendo conto che queste sono sempre opere costose e che essendo sotto terra non portano notorietà. Ma non si dovrebbero soprassedere problemi come questo! Questa dovrebbe essere una delle priorità della futura amministrazione, qualunque essa sarà. Per questo il gruppo "Progetto Bizzarone" si impegnerà, in caso di vittoria, perchè questo e altri problemi siano risolti. So di essere stato forse troppo impulsivo e diretto, ma sono convinto che sviluppo debba coincidere con rispetto e sostenibilità ambientale, perché i problemi non serve nosconderli: prima o poi tornano a galla. Spero che questo mio post possa far riflettere. So disponibile a rispondere ad eventuali commenti. Andrea Girolimetto.

martedì 3 marzo 2009

vivere in un cortile

Si pensa che tutti vogliano vivere in una villetta singola, disposta su un piano, in una zona tranquilla magari con un bel giardino recintato e a giusta distanza dal vicino.
E invece no...c'è chi come me che ama vivere all'interno di un cortile storico con altra gente accanto.
Lo si è visto a Bizzarone quando qualche anno fa hanno ristrutturato 2 cortili storici (l'ex convento tra via Diaz e via xx settembre) e senza grande sforzo gli appartamenti ricavati sono stati acquistati anche da gente che veniva da fuori paese.


Ma allora qual è il valore aggiunto che dà un cortile rispetto alla villetta singola?
Sicuramente il cortile è un ambiente protetto,sicuro per bambini e anziani proprio perchè chiuso rispetto alla strada, ma non isolato dalla gente e dal cuore del paese. E proprio questa duplice natura lo rende particolarmente interessante dal mio punto di vista. Infatti si mixano bene momenti di tranquillità e di cordialità.
Se vogliamo avere un Bizzarone che non sia solo un dormitorio, con relazioni sociali tra la gente, ma allo stesso tempo tranquillo e sicuro dobbiamo tornare indietro nel tempo e ricreare quel forte nucleo centrale dove si stava insieme in modo semplice e dove tutti si conoscevano.
E questa rivoluzione deve partire proprio dal cortile: blocchiamo la costruzione di vilette stile barbie e cerchiamo di unire le persone incentivandole ad abitare nei cortili (naturalmente ristrutturati) o anche solo a ritrovarsi in essi.
Questa rivoluzione ha mosso i primi passi, a mio parere, questa estate con l'evento della Madonna pellegrina che ha dato un incentivo al riunirsi e al collaborare per uno scopo comune e ha creato aggregazione nei cortili. Vi assicuro che è stato così bello che fino alla fine di settembre ogni domenica c'era una mangiata in qualche cortile, seguita da musica e divertimento e nessuno voleva andar via. Infatti quest'estate si vuole replicare.






l'idea è quella di cercare di tessere relazioni sociali tra chi abita vicino e magari non si conosce. in questo modo tutti si sentiranno più bizzaronesi e non si tireranno indietro quando ci saranno necessità o ci sarà da lavorare per il paese perchè prevarrà lo spirito di gruppo sull'individualismo.


Vi lascio con un'ultima considerazione: quest'idea di tradizione e di semplicità non deve essere confusa con quella di povertà e di rifiuto del progresso. Vi esprimo meglio l'idea con un esempio: guardate a Olgiate l'enorme cortile delle vecchie scuderie. capirete che è proprio un bel posto dove andare ad abitare, un posto a contatto con la natura, che sa di storia e di tradizione ma allo stesso tempo moderno e dotato di ogni comodità.
Elisa!!






venerdì 20 febbraio 2009

Mi sembra opportuno riportare anche sul nostro blog il post che ho scritto su www.noiperbizzarone.it.

Cari Amici di "Noi per Bizzarone",

ho ricevuto ieri il vostro volantino di presentazione e come componente del gruppo "Un progetto per Bizzarone", che si pone i medesimi obiettivi, sono ben felice che si animi il dibattito sul futuro del nostro paese.Tra le idee che proponete ne leggo alcune su cui più marcate sono le differenze rispetto a quelle che noi stiamo maturando e quindi penso ci sarà modo di confrontarsi e di proporre alla discussione due visioni alternative di sviluppo del paese.
Ho notato con piacere che anche voi vi ripromettete di utilizzare lo stesso metodo che anche noi abbiamo fatto nostro: quello della partecipazione, del coinvolgimento e della trasparenza (anche voi utilizzate lo strumento del blog, anche voi proponete un calendario di incontri tematici, anche voi lasciate aperta la porta a tutti gli interessati, anche voi ribadite che il dibattito sarà a favore di Bizzarone e non contro qualcuno, ...): sono contento e spero si possa davvero dar seguito a questi propositi.
Purtroppo la mia personale esperienza all'interno dell'attuale Consiglio comunale non mi permette di dire che questo metodo sia stato già utilizzato nel passato; a maggior ragione, quindi, spero davvero che per il futuro si inverta la rotta.
Un caro saluto,Paolo

mercoledì 11 febbraio 2009

Incontro 13 febbraio, ore 21

Il prossimo incontro è previsto per

venerdì 13 febbraio, ore 21

presso la Sala Consigliare di Bizzarone.

Vi aspettiamo!

mercoledì 28 gennaio 2009

Incontro 30 gennaio 2009

Carissima/o,

a giugno 2009 Bizzarone sarà chiamato a rinnovare la propria Amministrazione comunale.

Questa può essere un’ottima occasione per riflettere e ripensare il futuro del nostro paese, perchè dalle scelte che compiamo oggi dipende la qualità della vita di domani.

Siamo convinti che Bizzarone abbia bisogno di un progetto e di un numero crescente di persone che si interessino all’amministrazione del paese.

“Un progetto per Bizzarone” è un gruppo di persone convinte che si possa avere una gestione diversa, più lungimirante, per Bizzarone e che si pongono l’obiettivo di provare a dar vita ad una nuova lista civica.

La sera di

venerdì 30 gennaio 2009, ore 21,

presso la Sala del Consiglio comunale

Ti aspettiamo per presentarti il nostro progetto e le nostre idee, nella speranza di convincerti a dare il tuo contributo.

Partecipa anche tu portando le tue idee, le tue opinioni e la tua voglia di impegnarti per il bene della comunità in cui vivi.

martedì 20 gennaio 2009

2. Sperimentazione e intraprendenza

Spesso si ricordano i limiti a cui deve sottostare chi abita in un piccolo paese: mancano i servizi, ci sono meno opportunità di svago, di lavoro, di incontrare persone,...
Potenzialmente, però, ci possono essere anche alcuni vantaggi che in una città sono più difficili da trovare.
Uno dei vantaggi che personalmente ritengo tra i più validi consiste nel fatto che se si ha voglia di cimentarsi in qualche "impresa", lo si può fare con relativa facilità. Si ha la passione per il teatro? Sicuramente non si avranno teatri importanti sotto casa, però ci si può organizzare per allestire una rappresentazione! Si ha la passione per il cinema? Per trovare un multisala bisogna saltare in macchina e guidare per qualche kilometro, però si possono organizzare cineforum aperti al pubblico.
E' sicuramente più difficile trovare "prodotti" preconfezionati di alta qualità, ma, se lo si vuole, si ha la possibilità di sperimentarsi in prima persona nella loro realizzazione. A differenza di una città dove le molte opportunità si accompagnano anche con la complessità, a Bizzarone la semplicità consente di "buttarsi" con più facilità.
Questo spirito deve essere preservato ed alimentato continuamente. Occorre fare in modo che chi ha un'idea trovi le migliori consizioni per poterla realizzare, assumendo anche il rischio che essa si riveli un buco nell'acqua.
Occorre creare il terreno fertile all'intraprendenza, per fare in modo che essa possa essere davvero una risposta convincente alla mancanza delle altre opportunità.
Insomma, Bizzarone deve caratterizzarsi per essere un laboratorio sempre aperto al nuovo e non cadere nella tentazione di limitarsi al "si è sempre fatto così".

domenica 18 gennaio 2009

1. Responsabilità

La prima parola da cui vorrei partire per declinare il senso dell'impegno nell'amministrazione di un piccolo comune come Bizzarone è "responsabilità".
Ce ne sono sicuramente di più roboanti ed allettanti. Ma preferisco "responsabilità" perchè innanzitutto è la gemella meno nota di "libertà".
La libertà implica necessariamente la responsabilità: nelle proprie scelte, nelle proprie azioni e, di conseguenza, delle scelte che da esse derivano.
Responsabilità significa innanzitutto che i nostri comportamenti e le nostre decisioni generano effetti concreti, effetti che possono essere positivi o negativi. Nelle scelte pubbliche non vale la massima del "comunque vada sarà un successo". Scelte sbagliate possono dar corso ad effetti negativi. Ciò significa anche che scelte giuste possono davvero "fare la differenza", possono davvero contribuire a migliorare la qualità della vita della comunità.
Impegnarsi nell'amministrazione di un paese è indice di responsabilità, della consapevolezza che per fare andar bene le cose c'è bisogno che ognuno si rimbocchi le maniche e si faccia carico delle implicazioni della propria libertà.
Storicamente, dopo il periodo dei Comuni dei secoli X e XI le comunità hanno progressivamente fatto la scelta di delegare la propria responsabilità di governo del vivere associato a dei Signori. In pieno umanesimo, prevalse l'idea che si dovesse innanzitutto badare ai propri affari privati, che l'amministrazione della "cosa pubblica" potesse essere delegata a chi ne avesse il tempo. Risultato: iniziò il periodo delle Signorie e, poco dopo, delle guerre tra Stati che tanto incisero sullo sviluppo, sulla ricchezza e sulla qualità della vita delle comunità rinascimentali.
Lo stesso dilemma si ripropone oggi. La tentazione di rinchiudersi nei propri "affari privati" è ancora fortissima: non abbiamo tempo per l'amministrazione pubblica, per le discussioni, per le scelte che riguardano il benessere collettivo. Meglio lasciare queste cose ad altri che hanno tempo.
Forse, però, questa che appare come la strada più comoda, non è la più lungimirante.

I principi

Con questo post vorrei avviare una discussione rispetto ai principi fondamentali che devono, a mio parere, ispirare l'impegno di "Un progetto per Bizzarone" nel promuovere una nuova politica per il paese.
Vorrei legare la riflessione ad alcune parole evocative, capaci di richiamare sinteticamente altrettanti principi.
Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un esercizio "teorico", poco pragmatico. Dopo averci pensato un po' su, mi sono convinto del principio secondo cui "Non c'è nulla di più pratico di una buona teoria".
In fondo, i principi hanno il pregio di "dare il senso" dell'impegno che ciascuno dedica: senza senso, apparirebbe del tutto inutile ed ingiustificato dedicare tempo e fatica all'amministrazione di un paese. Senza senso, prevale il "Ma chi me lo fa fare!".
E invece, un senso c'è.

lunedì 8 dicembre 2008

Cambio date: prossimo incontro venerdì 19 dicembre, ore 21

Nonostante le comunicazioni già intercorse via email, vi segnalo che il prossimo incontro nonarà giovedì 11 dicembre come inizialmente comunicato, ma

venerdì 19 dicembre 2008, ore 21

sempre presso la sala del Consiglio comunale.

L'incontro verterà sulla discussione suscitata dalla serata con l'arch. Brambilla e soprattutto sulla decisione dei prossimi passi da compiere. Ci sono già diverse proposte provenienti da varie persone che hanno partecipato agli incontri che si sono tenuti fino ad oggi. Si tratta di decidere e ... rimboccarsi le maniche!

A presto,
paolo

Resoconto serata Arch. Brambilla

L'incontro dell'altra sera con l'Arch. Brambilla credo che possa essere stato particolarmente stimolante per chi vuole interessarsi maggiormente dell'amministrazione del comune di Bizzarone.

L'Architetto ha passato velocemente in rassegna la nuova legge urbanistica regionale (L.R. 12/2005 - vedi link allegato). Mi è sembrato chiaro che:
1. la nuova legge urbanistica lascia molta più autonomia (e quindi responsabilità) alle amministrazioni comunali nella decisione sulle operazioni di rilievo urbanistico che interessano il proprio territorio;
2. è importante avere un'idea chiara e condivisa di quale paese si vuole e, di conseguenza, avere dei criteri di giudizio per capire quali operazioni edilizie sono coerenti con la visione di sviluppo del paese e quali no;
3. l'idea di sviluppo del paese non è altro che l'identità che il paese vogliamo che abbia anche nel futuro;
4. questa idea (lo prevede anche la legge) deve essere frutto di un processo di coinvolgimento e di partecipazione  (e di responsabilizzazione) di tutta la popolazione.

L'architetto suggeriva il metodo dell'Agenda21, un processo di coinvolgimento dei cittadini all'interno di gruppi di lavoro che discutono e formulano proposte volte a stimolare stili di vita più sostenibili, sia sotto il profilo ambientale che sociale ed economico.

Personalmente, credo che dall'incontro si possa ricavare qualche stimolo interessante per costruire un modo diverso di amministrare il paese:
 
a. potremmo in qualche modo replicare la logica della partecipazione di Agenda21 anche al caso di Bizzarone: perché non costituire dei gruppi di lavoro (dei forum) che analizzino nel dettaglio alcune tematiche chiave? si potrebbero approfondire i temi dell'urbanistica, della mobilità, della cura dei boschi e delle aree agricole, dei comportamenti ecologicamente sostenibili riguardo ad acqua, rifiuti ed energia, della collaborazione intercomunale (Unione di comuni e simili) ....
Sarebbe bello se ci fosse qualcuno che si proponesse per guidare un gruppo di approfondimento su di un tema di interesse e si desse da fare per coinvolgere altre persone e arrivare a formulare proposte concrete e convincenti che possano diventare il programma di lavoro di una possibile Amministrazione Comunale. Chi si propone???
 
b. proprio attraverso il lavoro di questi gruppi, potremmo arrivare a definire una chiara "visione di Bizzarone". Vogliamo il paese dei servizi ludici o della qualità del verde? Vogliamo un paese con più persone per avere più servizi o un paese più piccolo con meno servizi? ... qualche spunto interessante mi sembra sia già uscito dagli incontri precedenti: ora bisogna arrivare a mettere a fuoco meglio la visione condivisa.

Penso che sia tempo di entrare nel vivo, di rimboccarsi le maniche. Credo che sarebbe veramente molto interessante trovare il modo di orientare lo sviluppo di Bizzarone verso obiettivi di eccellenza.... ed essere protagonisti di questo riorientamento!


martedì 25 novembre 2008

Sviluppo del territorio 3.12 ore 21

Carissimi,

mercoledì 3 dicembre 2008, ore 21:00

presso la Sala del Consiglio comunale è previsto l'incontro con l'arch. Brambilla sul tema

"Sviluppo del territorio e strumenti di pianificazione urbanistica"

La serata vuole essere un'opportunità di riflessione, discussione e formazione sui temi della pianificazione territoriale e dello sviluppo sostenibile, ovviamente calati rispetto alla situazione di Bizzarone.

In attesa di incontrarci, vi saluto cordialmente.

Paolo

Incontro su Urbanistica e sviluppo del territorio

Carissimi,

mercoledì 3 dicembre 2008, ore 21

Presso la Sala del Consiglio comunale avrà luogo un incontro con l'arch. Marco Brambilla sul tema

"Sviluppo urbanistico e strumenti di pianificazione"

L'incontro vuole rappresentare una opportunità di discussione, di confronto e di formazione sui temi della pianificazione urbanistica e dello sviluppo sostenibile, ovviamente calati rispetto alla situazione di Bizzarone.

In attesa di incontrarci, vi saluto calorosamente.

Paolo

sabato 18 ottobre 2008

Prossimo incontro 30 ottobre

Carissimi,

il prossimi incontro è previsto per

giovedì 30 ottobre 2008, ore 21

sempre presso la sala del Consiglio comunale.

A presto
paolo

sabato 4 ottobre 2008

Incontro 17 ottobre, Sala Consiliare

Carissimi,

negli ultimi mesi ci siamo sentiti e abbiamo discusso insieme riguardo all'Amministrazione di Bizzarone. Su molti punti ci siamo ritrovati d'accordo nel non condividere  alcune scelte compiute ed alcuni metodi applicati dall'attuale Giunta. Con molti abbiamo condiviso sogni ed idee per il futuro che vale la pena approfondire. In molti ci avete sollecitato a creare l'opportunità per "guardarci in faccia" ed eccoci qua.

Ci sembra necessario, in vista delle elezioni comunali della prossima primavera, rilanciare la discussione rispetto al futuro di Bizzarone. Per questo ci sembra utile proporre un primo incontro, assolutamente informale e senza particolari ambizioni, per poterci conoscere meglio e condividere i diversi punti di vista rispetto a "che cosa riteniamo importante per Bizzarone".

L'incontro è per:

venerdì 17 ottobre 2008, alle ore 21, presso la Sala Consiliare del Comune.

Abbiamo scelto come sede il Comune per assicurare sin da subito la massima trasparenza.

Proprio perchè si tratta di un primo incontro assolutamente informale, sentitevi liberi di invitare altre persone che sapete essere interessate all'amministrazione del comune.

E' bene chiarire che non si tratta di "mettere insieme una lista", ma di iniziare un confronto che possa innanzitutto riaccendere qualche discussione intorno alla amministrazione del comune di Bizzarone. Se poi si troverà l'accordo su principi, priorità e programmi e si formerà un gruppo di persone interessate a mettersi a disposizione, chissà...

Per noi, poi, sarà l'occasione per esplicitare chiaramente gli impegni che possiamo e non possiamo assumerci per il futuro.

Un caloroso saluto,

Paolo
Damiano
Valerio

PS: Ci sarebbe utile una vostra conferma della partecipazione. Potete scrivere a p.crugnola@gmail.com. 

sabato 13 settembre 2008

Bentornato voto in condotta?

Oh, ...finalmente un minimo di decoro e disciplina anche tra i banchi. Tutti dovranno indossare grembiulini e divise: i ricchi avranno comunque scarpe firmate da centinaia di euro, magari prodotte in Cina da qualche terzista che sfrutta bambini in età scolare e i poveri dovranno pensare a come rimediare i soldi per comprarsi il dignitoso corredo scolastico.
Basta anche con i video sconci su youtube e gli atti di bullismo a scuola. Già me lo vedo il tipico candidato al 5 in condotta che trema di paura mentre i docenti fanno gli scrutigni e che implora clemenza davanti alla "giuria".
...La scuola ha tanti problemi, ma è anche l'ultimo baluardo di difesa contro il totale imbarbarimento della società civile, se pensiamo che tornare al passato sia una soluzione - chissà magari anche un po' di esercito nei corridoi potrebbe aiutare - se davvero crediamo che i monelli scolari siano tutti bambini viziati, da raddrizzare con una bacchetta di legno sulle dita, allora significa che il "salame" ormai cola grasso sulle nostre guance. Poco importa se spulciando le statistiche si scopre che i potenziali clienti della bocciatura per cattiva condotta aumentano percentualmente in modo esponenziale nel passare dai paesi, ai piccoli centri, alle città più grandi fino alle periferie degradate e che lo stesso trend si nota passando dalle scuole del nord a quelle del sud. L'equazione ragazzi problematici = ragazzi senza speranze per il futuro, nemmeno sfiora la mente del Ministro, ma si sa, con una laurea in gurisprudenza, la matematica può diventare un opinione. Anche in ragioneria sembra vi siano delle leggere lacune da colmare. I proclami gettati in pasto nei giorni scorsi alle televisioni e ai giornali, secondo cui il 97% della spesa per la pubblica istruzione servirebbe a pagare gli stipenti degli insegnanti, che hanno fatto gridare allo scandalo convincendo definitivamente tutti della necessità di diminuirne il numero, andrebbero articolati con maggiore precisione: a cosa corrisponde esattamente "l'aggregato di spesa corrente riportato nel bilancio 2008" cui Lei Ministro fa implicitamente riferimento? Sottointende una serie di voci che nulla hanno a che fare con i docenti, incluse le spese per servizi acquistati dall'esterno come le spese di manutenzione degli edifici, le spese per pasti, per servizi sanitari, per il trasporto alle/dalle scuole e le spese per affitto dei locali etc., oppure si riferisce unicamente alle buste paga dei troppi maestri, o invece include tutto? La domanda è lecita se pensiamo che nell'ultimo "Quaderno Bianco della Scuola", pubblicato a settembre del 2007, sta scritto ad esempio che la spesa corrente nel 2003 - scuole pubbliche - è stata del 93,5% rispetto al totale della spesa per l'Istruzione e che di questa percentuale il 14,2% è riferito a spese che non contemplano remurazioni del lavoro dipendente. Anche le precedenti annate dal 2000 e le successive fino al 2006 rivelano la stessa tendenza e questa non si discosta molto dalla media europea, certo ci sono paesi dove il nostro 14,2% si avvicina al 30% ma ve ne sono anche altri al 10%, ... insomma, non siamo mosche bianche.

Allora Ministro, una domanda diretta, ...quanto spendiamo davvero per mantenere il fardello dei nostri "tutori"?
Lei ha affermato senza mezzi termini che gli stipendi dei "demotivati" docenti nostrani sono tra i più bassi in Europa, che gli insegnanti del sud sono peggiori di quelli del nord e che questi motivi concorrono a determinare il pessimo risultato attuale della scuola e del livello di preparazione dei nostri ragazzi, ma si è dimenticata dei dati riportati nel rapporto "Education at a glance 2007" che equiparano gli stipendi dei docenti italiani, normalizzati secondo il PPP (Purchasing Power Parity), a quello degli insegnanti finlandesi, quelli che, a suo dire, prendono più di 42.000 euro all'anno. Noi spariamo cifre come fossimo alla "lotteria della panzana" e loro invece, i finlandesi, si mettono a testa bassa e preparano gli studenti migliori del mondo, almeno secondo quanto è dato sapere dall'indagine O.C.S.E. "P.I.S.A. 2006".
Come è possibile questo? Da dove le cava fuori le cifre che snocciola con tanta sicurezza? Quali sono i reali fattori determinanti del fallimento del sistema scuola in Italia? Crede veramente che i nostri docenti e affini siano sospinti dalla venale carica del dio soldo? Pensa davvero che siano così poco consapevoli della missione cui sono chiamati ogni giorno, per mandare avanti una barca che fa acqua da tutte le parti cui lei non non lesina certo delle belle cannonate?

E' vero, la scuola sta cedendo, ma sotto i colpi di una politica di dispregio della cultura e in accordo con la linea - del "chi la dura la disfa" - degli ultimi 20 anni, anche questa tornata legislativa, con il decreto legge 1 settembre 2008 n. 137, da lei promosso, sta usando la scure per tagliare fondi alla nostra scuola: si parla di sprechi e vista la palese inefficienza e inefficacia della macchina istruttiva italiana, ricordo ancora a chi legge che nelle classifiche internazionali O.C.S.E., che misurano il grado di preparazione degli alunni dalle secondarie in su, figuriamo sempre agli ultimi posti, si pensa bene di destinare il 30% dei miracolosi tagli al ritorno in auge del "sistema scuola" liberando il resto del denaro a favore di altri ministeri per scopi di spesa non meglio specificati, ...con buona pace di 87.000 insegnanti che gradualmente rimarranno senza lavoro. Ah,... una curiosità: nelle statistiche citate in precedenza la scuola primaria si salvava, anzi era ai primi posti, ma tranquilli ora con le nuove norme si torna al maestro unico e anche li rientreremo in media. L'anno scorso una delle belle pensate dell'ex Ministro aveva permesso risparmi di spesa sulle assenze dei docenti sotto i 5 giorni: impedendo ai dirigenti scolastici di nominare un supplente, si costringevano gli alunni a traslare a gruppi nelle altre classi interrompendo il programma di apprendimento e mettendo in difficoltà il resto della scuola. Da quest'anno visto che anche il personale A.T.A. verrà pesantemente limitato, si parla di un -17%, probabilmente le classi scoperte verranno impegnate in "laboratori di economia domestica": resta solo da decidere chi pagherà le scope.
Lei ha terminato una delle sue stupefacenti dichiarazioni all'insegna della scuola bypartisan dicendo: "Bisogna preservare e mettere a sistema quanto di buono fatto dai miei predecessori"! So che non le sembrerà gentile, ma la invito a considerare che a un certo punto i Ministri che l'hanno preceduta se ne sono andati, ...mi sembra un ottimo punto di partenza.
G.Barile

martedì 12 agosto 2008

Avviso urgente per i nostri anziani

I libretti postali su cui non si registrano movimenti di danaro da almeno 10 anni sono oltre un milione in tutta Italia. La somma dei soldi contenuti in ognuno di quei libretti costituisce un tesoretto su cui una delibera inserita nella finanziaria dell'ex governo Prodi metterà le mani.

I titolari di quei libretti che hanno avuto 6 mesi di tempo per farsi vivi, per salvare i loro soldi dovranno registrare almeno un movimento sul conto entro e non oltre il 25 agosto prossimo. Dal giorno successivo i correntisti “dormienti” perderanno ogni diritto su quei soldi perché ne diverrà proprietario lo Stato, che secondo le intenzioni di Prodi andranno per buona parte nelle tasche delle vittime dei crac finanziari.

La direzione delle poste, non essendo stata obbligata per legge ad avvisare i correntisti di quel provvedimento, si è limitata a pubblicare gli avvisi sul sito e ad inviare i comunicati stampa per le pagine economiche sui giornali. Siccome la maggior parte dei proprietari di quei libretti postali sono anziani che non navigano in Internet e non leggono le pagine economiche dei giornali, è successo che in questi 6 mesi sono stati pochissimi i correntisti che si sono fatti vivi.

Sono numeri da capogiro quelli che interessano le poste italiane sul fronte dei conti dormienti: le norme sull’utilizzo dei conti da anni (10 anni e con saldo superiore ai cento euro) giacenti senza nessun movimento coinvolgono infatti anche i libretti postali, nominativi o al portatore. Le stime parlano di un patrimonio pari a 800mila libretti per un totale di circa 950 milioni di euro. Le Poste Italiane hanno stilato però l’elenco completo dei libretti postali dormienti che è consultabile negli uffici postali, oppure rivolgendosi al numero verde 800.00.33.22 oppure consultando il sito internet delle stesse poste all’indirizzo: http://www.poste.it/bancoposta/dormienti/libretti_dormienti.shtml.

Questo l'elenco dei conti dormienti aperti presso i nostri uffici postali.

UFFICIO POSTALE (20/318) RONAGO

Numero identificativo dei Libretti di Risparmio Postale nominativi:

36; 130; 180; 216; 237; 301; 306; 377; 387; 406; 420; 453; 466;

469; 471; 540; 541; 557; 572; 575; 576; 601; 669;


UFFICIO POSTALE (20/194) UGGIATE TREVANO

Numero identificativo dei Libretti di Risparmio Postale nominativi:

3642; 4233; 4427; 4428; 4477; 4517; 4536; 4632; 4694; 4967; 4990; 5033; 5073;

5118; 5205; 5224; 5256; 5355; 5362; 5376; 5399; 5400; 5408; 5424; 5453; 5505;

5510; 5552; 5685;


UFFICIO POSTALE (20/229) BIZZARONE

Numero identificativo dei Libretti di Risparmio Postale nominativi:

1490; 1667; 1777; 1819; 1829; 1981; 2007; 2041; 2046; 2063; 2274; 2285; 2290;

2300; 2396; 2473; 2500; 2536; 2548; 2603; 2608; 2617; 2642; 2657; 2669; 2680;

2681; 2709; 2822; 2841; 2874; 2875; 2881; 2908; 2918; 2939; 2957; 2960; 2981;

2999; 3032; 3041; 3145; 3153;


UFFICIO POSTALE (20/382) CAMNAGO FALOPPIO

Numero identificativo dei Libretti di Risparmio Postale nominativi

66; 103; 128; 193; 228; 266; 366; 3855;

venerdì 1 agosto 2008

Il vero prezzo della carne...

Riporto, a memoria futura e a sostegno delle giuste aspettative di Valerio e di altri, alcuni stralci di un articolo di George Monbiot apparso qualche tempo fa sull' anglosassone "The Guardian".




"Non preoccupatevi della crisi monetaria mondiale. Concentratevi per un momento su una questione più urgente: la grande crisi alimentare che sta dilagando molto più velocemente di quella finanziaria. Probabilmente avrete visto le stime attuali inglesi: il prezzo del riso è cresciuto di tre quarti rispetto allo scorso anno, quello del grano è aumentato del 130 per cento. Ben 37 Paesi vivono una grave crisi alimentare. Cento milioni di persone, secondo la Banca Mondiale, potrebbero scivolare nella povertà a causa dei prezzi alti. Ma scommetto che vi siete persi le statistiche più significative. Lo scorso anno il raccolto del grano ha superato ogni record con 2.1 miliardi di tonnellate – battendo del 5% quello dell’anno precedente. La crisi, in altre parole, è iniziata prima che i rifornimenti mondiali di cibo fossero colpiti dai cambiamenti climatici. Se la fame può già dilagare ora, che cosa accadrà se i raccolti dovessero ancora calare?
C’è abbondanza di cibo. Ma il fatto è che non raggiunge gli stomaci delle persone. Secondo la stima fatta dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura) dei circa 2,13 miliardi di tonnellate che dovrebbero essere consumate quest’anno, soltanto 1,01 miliardi di tonnellate verranno mangiate dalla gente. E il resto che fine fa? Carburanti biologici e cibo per gli animali da allevamento!
Quest’anno le riserve mondiali di cereali diminuiranno di circa 53 milioni di tonnellate; questo vi dà un’idea approssimativa della dimensione della crisi alimentare mondiale. La produzione di carburanti biologici consumerà circa 100 milioni di tonnellate di cereali, ciò fa capire come tutto ciò sia direttamente responsabile della crisi in atto.
Ma, alla base della fame del mondo, c’è una ragione più importante che dà meno nell’occhio solo perché esiste da molto tempo. Mentre quest’anno 100 milioni di tonnellate di cibo verranno utilizzate per rifornire le auto, ben 760 milioni di tonnellate saranno tolte alle bocche degli esseri umani per nutrire gli animali, una quantità di cereali che potrebbe coprire 14 volte il deficit mondiale. Se la fame nel mondo vi sta a cuore, mangiate meno carne. Sino a che livello il consumo di carne potrebbe essere sostenibile? Fare una stima è difficile per svariati fattori. Se mangiamo meno carne, dobbiamo assumere più proteine vegetali, il che significa sottrarre altri terreni da pascolo agli animali. D’altro canto, alcuni capi di bestiame crescono sui pascoli e in questo modo non peggiorano il deficit del grano. Simon Fairlie ritiene che non sarebbe possibile allevare gli animali solo a pascolo, a causa dei terreni agricoli, ed inoltre porterebbe a scarti e sprechi nelle lavorazioni cosicché la produzione mondiale di carne e latte raggiungerebbe un terzo o due terzi dell’attuale. Ma questo sistema presenta un altro problema. La FAO stima che il 18% dei gas che provocano l’effetto serra dipenda dagli allevamenti di bestiame. L’impatto ambientale incide soprattutto là dove il bestiame pascola liberamente. L’unica risposta possibile alla domanda su quanta carne dovremmo consumare, è dunque la più semplice e ovvia. Riserviamola – come gran parte delle persone ha fatto sino a poco tempo fa – per le occasioni speciali. Rileggendo questo articolo ( ...è sempre Monbiot che scrive ) mi accorgo che in esso c’è qualcosa di surreale. Mentre metà del mondo si chiede se potrà mangiare o no, io sto riflettendo su quale delle nostre infinite scelte dovremmo fare. Qui l’andamento dei prezzi del cibo si segue poco. I nostri negozi sono più ben riforniti che mai. Percepiamo appena la crisi mondiale, se ce ne accorgiamo. E’ difficile comprendere come due economie alimentari così diverse possano convivere sullo stesso pianeta, finchè non vi accorgete che si stanno mangiando l’un l’altra."



Ora dovremmo anche sottolineare che il 2007 è stato un anno record per gli utili delle 10 più grosse multinazionali dell'agroalimentare. Cargill ha registrato un +86% di ricavi per il primo trimestre 2008 rispetto allo stesso periodo nel 2007, Bunge +77%, Adm, il più grande commerciante di cereali a livello mondiale, +65% raggiungendo la cifra record di 2.2 miliardi di dollari di fatturato, e la tailandese Charoen Pokphand Foods prevede una crescita degli incassi del 237%. Ma non se la passano male nemmeno i principali attori della grande distribuzione organizzata: la catena di supermercati britannica Tesco segnala un aumento del 12% del fatturato rispetto al 2007, andamento positivo anche per Carrefour in Francia e Wal-Mart negli Usa, tutti grazie alle vendite di alimentari. Le aziende di prodotti agrochimici o venditrici di semi si fregano le mani: tra il 2007 e 2006 Monsanto + 44% degli utili, DuPont +19%, Syngenta +28%.
Il criminologo Michel Venturelli, commentando informative dello stesso tenore, ha ben sintetizzato quello che tutti noi dovremmo focalizzare con attenzione attraverso un paragone che mi permetto di riportare:


"per meglio capire ciò che tutto questo significa immaginatevi seduti al tavolo di un ristorante davanti ad una bistecca di circa 250 grammi. Virtualmente, sedute accanto a voi, ci sono altre 50 persone.
Davanti a loro però c'è una tazza vuota. Voi non le vedete per il semplice fatto che queste 50 persone abitano in Africa, in Asia o in America Latina. Non le vedete, ma esistono e hanno fame.
Quello che dovrebbe far riflettere è che se invece della vostra bistecca si fossero prodotte graminacee le 50 tazze sarebbero piene di cereali cotti. Cereali che si è però mangiati la vacca dalla quale è stata ricavata la vostra bistecca di 250 grammi."


Forse noi tutti dovremmo incominciare a ragionare sul mondo che ci circonda in termini un po' più consapevoli e raccogliere appelli come quello lanciato da Rajendra Pachauri, premio Nobel e direttore dell'Ipcc, il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite che ha recentemente dichiarato:

(...)contro l'effetto serra una vita "frugale": «Non mangiare carne, va' in bici, sii un consumatore frugale.» Il dossier emesso nel 2007 dall'Ipcc sottolinea infatti «l'importanza di cambiare stile di vita» per combattere il riscaldamento globale. Il direttore dell'Ipcc, coerentemente vegetariano lui stesso, afferma anche: «È qualcosa che l'Ipcc ha avuto paura di affermare prima, ma ora l'abbiamo finalmente detto». Il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (Neic) plaude a questa presa di posizione: «Ricordiamo che recenti studi pubblicati sul Lancet hanno mostrato che le emissioni di gas serra causate dal settore agricolo sono pari al 22% del totale; come percentuale questa è simile a quella dovuta all'industria e maggiore di quella dovuta al settore dei trasporti. L'allevamento di bestiame (compresa la coltivazione del mangime e il trasporto) contribuisce per l'80% al totale del settore agricolo». Rajendra Pachauri ha inoltre ricordato che la produzione di un kg di carne causa emissioni equivalenti a 36,4 kg di biossido di carbonio e che l'allevamento e il trasporto di animali richiede, per un kg di carne, la stessa energia richiesta per mantenere accesa una lampadina di 100 Watt per quasi 3 settimane. Oltre a questo ha raccomandato di usare meno la macchina e andare in bicicletta, e di essere consumatori «frugali», intendendo con questo di non comprare qualcosa solo perché «esiste», ma comprare solo quello che ci serve davvero. «Lo scenario è piuttosto triste, se il genere umano non fa nulla, il cambiamento climatico avrà impatti molto seri», ha dichiarato alla conferenza stampa di Parigi. Il meeting di Bali ha definito un accordo globale per la riduzione delle emissioni del biossido di carbonio dovute ad attività umane, e la cosa positiva è che per la prima volta da quando si è iniziato a tenere dei meeting internazionali sull'argomento - nel 1994 - nessuno ha contraddetto i risultati presentati dall'Ipcc, e quindi si accetta finalmente che il problema esiste ed è grave. Conclude il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione: «È bene che finalmente si affermi che per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente il comportamento personale è importante, e in particolare le nostre scelte alimentari. La massa di evidenze in merito non si può ormai contraddire, così come i risultati dell'Ipcc sulla necessità di un cambiamento drastico sia a livello governativo sia a livello personale. Meno alimenti animali, una alimentazione a base vegetale, è la scelta più potente che ciascuno può fare per fermare il riscaldamento globale ed evitare un tragico spreco di risorse».(...)


G.Barile

mercoledì 30 luglio 2008

Idea per giovani e meno giovani

Leggendo il giornale di oggi ho trovato questo articolo che reputo molto interessante e dal quale si potrebbe attingere qualche buona idea per il nostro Bizzarone.


Spazi verdi per i pensionati"Torniamo contadini come una volta"
"Siamo nati contadini, così si torna alla terra". Nel parco di Villa Vogel 200 pezzi di terra affidati agli anziani. Dopo una lotta non facile
di Mara Amorevoli


Ogni orto, una storia. Quello di Piero, 70 anni, ex capo restauratore di materiali lapidei all´Opificio delle Pietre Dure, racconta un ordine da laboratorio: file perfette di piante di zucchine, cetrioli, fagiolini, cavoli, pomodori. I confini sono stati tracciati con liste di legno e due cespugli di rosmarino e salvia: «Mi hanno assegnato il terreno un mese e mezzo fa.Non sapevo come fare, ma lì c´è Romano e io copio tutto da lui che se ne intende. Vengo qui tutte le mattine, dalle 7.30 alle 10 e il pomeriggio dalle 18.30 alle 20, e mi passa bene il tempo». Qualche metro più in là, Romano, 76 anni, è curvo a zappare nel suo quadrilatero, curatissimo e rigoglioso di ortaggi: «Io l´orto l´ho sempre fatto, prima a Casellina, poi a Novoli. Questa terra era intestata a mia cognata, ma è rimasta vedova e l´ha abbandonata. Così la lavoro io da due anni. Si paga 40 euro all´anno, e ci danno anche l´acqua e un cassone per gli attrezzi. Bella terra nera? Per forza, la concimo con lo stallatico dei cavalli che prendo qui al maneggio. È una mia passione, mia moglie non vuole, ma ho di tutto: peperoni, insalata, cipolle, fagioli. E in inverno, cavoli, carote, porri, finocchi. E ne lavoro anche un altro, di una signora qui accanto, e si fa a metà». Silvano, 81 anni, ex profugo da Pola, «ma fiorentino dal '47», arriva con Camilla, un devoto setter di 13 anni: «Prima avevo un´officina meccanica in via San Gallo, e un orto abusivo qui vicino, poi mi hanno dato questo, ma da un paio di anni non sto tanto bene, e vede quanta erbaccia cresce in mezzo ai pomodori, non ce la faccio più tanto a stargli dietro».Spazi verdi recintati con canne o legni. Orti sociali per pensionati. Cinquanta metri quadrati a testa: geometrie di insalate, radicchi, ortaggi di ogni tipo, qualche macchia di fiori, l´attacco dell´acqua, il cassone per gli attrezzi, ombrellone e qualche tenda improvvisata. La chiamano la Valle degli Orti, l´ha resa possibile il Quartiere 4, lungo il corso sinistra dell´Arno, sotto al Ponte all´Indiano. E ancora storie: Lino, 85 anni fra un mese: «La pensione è magra. Arrotondare con l´orto? Ma che vuole arrotondare. È che non mi va di andare nei circoli o al bar a fumare il fumo degli altri. Prima facevo il ferroviere, ma sono nato contadino a Borgo San Lorenzo e rieccomi qui». Giuseppe, 72 anni, ex macchinista alle ferrovie, è un veterano. E sa tutto della comunità che all´inizio - nel '96 - contava solo 49 orti. Ora sono oltre 200. Giuseppe tira di vanga sotto al sole: «La battaglia è iniziata andando in ginocchio dalla signora Vogel, quella della villa, per avere la terra per far giocare i bambini. Poi il Comune ha espropriato 27 ettari, volevano farci un giardino, invece è partita la lotta per farci gli orti. Mi è costata 2 mesi di galera e 600mila lire di multa. Allora ero amico di Graziano Cioni, ora io sono qui a vangare e lui è lassù, a Palazzo Vecchio». Battaglia vinta, comunque. I primi orti assegnati agli abitanti del quartiere - secondo graduatorie stilate in base all´età - sono dall´altra parte della strada.
Sono più grandi: 90 metri quadrati ognuno. Recintati da un cancello, hanno un viale centrale, un capanno con gli armadietti e una toilette. Accanto, un castagno secolare, carico di frutti, sovrasta un tavolo comunitario e qualche sedia scompagnata. «Anche qui dentro cambiano i tempi: ha visto che il capanno non ha più le grondaie? Erano di rame, le hanno rubate. E hai voglia ad aspettare che le rimettano, anche di plastica» racconta Alceste, 83 anni, ex impiegato alle centrali termiche di Prato, uno tra i primi a conquistarsi il terreno «perché vengo dalla terra e ci sono ritornato». Bruno, 87 anni se la gode all´ombra del castagno mentre la moglie Ada, 81 anni, si affaccenda come una ragazza tra piante di pomodori altissimi, composte aiuole di melanzane, cavoli e insalate: «Sono originario del Mugello e ho lavorato in fabbrica. Ma vengo dalla terra, e a questa sono tornato. Se no che si fa, si va in giro per i bar?» racconta Bruno, orto "n.1". Viene a sedersi anche Maria, orto "n.13", sigaretta in mano, 84 anni ben portati: «Mio marito lavorava alla Manifattura tabacchi, non ha mai amato l´orto. Invece io continuo a farlo, anche se mi fanno male le gambe». Infine Roberto. Che brontola: «Ho fatto domanda nel '99 e ho avuto l´orto solo 6 mesi fa. Sono del '41 e mi passavano avanti i più anziani. E dire che ce sono molti abbandonati. Al quartiere farebbero bene ad assegnarli». Tra un via vai di biciclette, ormai il sole è alto. È ora di tornare a casa, con gli ortaggi freschi appena raccolti. Scusate, e la raccolta delle noci come ve la dividete? «Vecchia regola - rispondono - chi arriva prima, prima macina».
(29 luglio 2008)


Potrebbe essere una bella idea per cercare di recuperare i terreni di proprietà pubblica che si trovano in uno stato non proprio presentabile come le balze sotto al cimitero.
Ciao a tutti
Valerio

martedì 22 luglio 2008

Clienti o cittadini?

Ho trovato in un libro questa frase riferita al buon funzionamento delle pubbliche amministrazioni locali:

" I clienti sono persone che dipendono e sono controllate da chi li aiuta e li guida. I clienti sono persone che concepiscono la propria esistenza in funzione delle proprie carenze, persone che aspettano che altri agiscano per loro conto.
I cittadini sono invece persone che capiscono i propri problemi. I cittadini avvertono che esiste un legame tra loro e credono nella loro capacità di agire. I buoni clienti sono cattivi cittadini. I buoni cittadini creano comunità forti."

da Osborne, Gaebler (1992), Reinventing government

Certo, un po' il dubbio mi viene: a Bizzarone ci sentiamo più "clienti" o "cittadini"?

lunedì 28 aprile 2008

Medici a Bizzarone

La settimana scorsa sulla Provincia sono apparsi una serie di articoli sulla vicenda dell'ipotetico trasferimento dei medici dell'ambulatorio de "Il Platano" a Bizzarone, presso il nuovo stabile Foti lungo la Lomazzo-Bizzarone.
Nel corso dei mesi (anni) scorsi vi erano stati contatti tra alcuni dei medici e l'amministrazione comunale di Bizzarone per verificare la possibilità che essi si trasferissero a Bizzarone. La sede attuale dell'ambulatorio, infatti, non sembrava più soddisfacente, in primis per la mancanza di posteggi. D'altro canto, per l'amministrazione comunale di Bizzarone si sarebbe trattato di un grosso "colpo": oltre alla visibilità legata al trasferimento dei medici sul territorio comunale vi era la possibilità di affiancare l'ambulatorio alla costituenda farmacia, con indubbi vantaggi sul fatturato di quest'ultima.
Inoltre, con la presenza sia della farmacia che dei medici nello stesso stabile, si poteva ipotizzare anche l'inserimento di altri servizi sanitari: studi di altri specialisti (dentisti, ...), laboratori di analisi, ufficio distaccato dell'asl, ecc. Si paventava anche la possibilità di avere un centro di dialisi per evitare ai cittadini della zona di dover andare fino a Como o Varese.
Le recenti evoluzioni della faccenda sono ben note. Dopo i primi contatti "riservati" tra medici e amministrazione comunale di Bizzarone, quando sembrava che la decisione di trasferimento fosse ormai matura, la voce inizia a circolare e a destare l'allarme delle amministrazioni comunali limitrofe, in modo particolare di Uggiate Trevano ed in parte di Valmorea.
Ne scaturisce una vera e propria asta al ribasso per accaparrarsi i medici, accompagnata da forti clamori. Ogni amministrazione comunale ha offerto spazi gratuiti e condizioni di favore (ovviamente da finanziare con fondi comunali, quindi di tutti i cittadini). Dall'amministrazione di Uggiate pare siano venute offerte di accollarsi i costi di affitto degli spazi attualmente occupati da "Il Platano", ma anche la proposta di trasferire l'ambulatorio al piano inferiore dello stesso stabile, al posto della biblioteca, per assicurare maggiore visibilità e facilità di accesso. Atteggiamento simile ha avuto l'amministrazione di Valmorea, che ha offerto anch'essa spazi a condizioni di favore.
Parallelamente si poneva il problema degli ambulatori comunali. Attualmente ogni medico è presente alcune ore alla settimana negli ambulatori di ciascun comune, ma i medici erano intenzionati a non garantire più questa presenza, una volta completato il trasferimento. Di fronte alla necessità di dare un'occhiata anche alle esigenze dei pazienti, sembrava essersi trovato il compromesso per cui la presenza negli ambulatori comunali sarebbe stata garantita, tranne che per l'ambulatorio comunale di Bizzarone visto che sul territorio sarebbe stato installato il nuovo centro clinico.
Dalle ultime notizie apparse sui giornali, pare che l'ipotesi di trasferimento sia tramontata. A questo punto, credo sia il caso di fare qualche riflessione.
1. l'intera faccenda è stata, a mio giudizio, viziata da un approccio piuttosto limitato. Tutte le amministrazioni comunali del circondario hanno vissuto la vicenda con l'intenzione di accaparrarsi i medici in qualsiasi maniera e a qualsiasi prezzo, ovviamente conducendo le trattative "sotto banco" come conviene quando c'è un "business" di mezzo. Ne sono derivate scene da "furbetti del paesino", con amministratori che si strappavano le vesti in pubblico e poi "rilanciavano" in privata sede e altri che si limitavano ad interpretare a modo loro la massima evangelica "non sappia la destra ciò che fa la sinistra".
2. Forse una visione più lungimirante, volta a dare migliori servizi ai cittadini della nostra zona e non a "rubarsi" i medici tra un comune e l'altro avrebbe dato maggiori tutti per tutti: invece che litigare per avere una fetta più grande della torta, forse è più conveniente collaborare per ingrandire la torta. Sono convinto che l'esperienza insegna, per cui nelle prossime occasioni si farà tesoro di ciò che accade oggi.
3. Si ha l'impressione che si sia data maggiore attenzione a convenienze particolari piuttosto che a esigenze collettive, leggasi servizi medico-sanitari efficienti e adeguati ai bisogni dei cittadini. Per le amministrazioni comunali sono prevalse considerazioni legate alla propria visibilità e, per Bizzarone, alle implicazioni economiche del trasferimento. Per i medici è prevalsa la logica degli affari piuttosto che della migliore risposta ai bisogni dei cittadini: la trattativa ha avuto al centro il prezzo degli spazi...
4. Proprio sul ruolo dei medici, qualche domanda più generale mi sorge. Si tratta di medici di base del Servizio Sanitario Regionale, quindi in qualche modo in una posizione di monopolio rispetto al bacino locale. Vi sono dei posti assegnati in base alla popolazione locale ed ogni cittadino è in qualche modo obbligato a scegliere tra i medici assegnati al proprio comprensorio di residenza. A giudicare dalle ultime esperienze, si tratta di una situazione che "stimola" ad avere atteggiamenti più attenti al massimo sfruttamento della rendita di posizione piuttosto che a cercare migliori soluzioni per avvicinarsi alle esigenze dei pazienti: perchè porsi l'obiettivo di chiudere gli ambulatori comunali dei singoli paesi, più facilmente raggiungibili anche dalle persone anziane non automonite (che, probabilmente, rappresentano la categoria che più necessita dei servizi medici) se la finalità ultima dovrebbe essere quella di assicurare la maggiore vicinanza possibile ai bisogni dei pazienti? Forse, se ci fosse un po' di competizione in più nel conquistare la fiducia dei pazienti, anche la scelta degli obiettivi sarebbe diversa.