domenica 18 gennaio 2009

I principi

Con questo post vorrei avviare una discussione rispetto ai principi fondamentali che devono, a mio parere, ispirare l'impegno di "Un progetto per Bizzarone" nel promuovere una nuova politica per il paese.
Vorrei legare la riflessione ad alcune parole evocative, capaci di richiamare sinteticamente altrettanti principi.
Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un esercizio "teorico", poco pragmatico. Dopo averci pensato un po' su, mi sono convinto del principio secondo cui "Non c'è nulla di più pratico di una buona teoria".
In fondo, i principi hanno il pregio di "dare il senso" dell'impegno che ciascuno dedica: senza senso, apparirebbe del tutto inutile ed ingiustificato dedicare tempo e fatica all'amministrazione di un paese. Senza senso, prevale il "Ma chi me lo fa fare!".
E invece, un senso c'è.

lunedì 8 dicembre 2008

Cambio date: prossimo incontro venerdì 19 dicembre, ore 21

Nonostante le comunicazioni già intercorse via email, vi segnalo che il prossimo incontro nonarà giovedì 11 dicembre come inizialmente comunicato, ma

venerdì 19 dicembre 2008, ore 21

sempre presso la sala del Consiglio comunale.

L'incontro verterà sulla discussione suscitata dalla serata con l'arch. Brambilla e soprattutto sulla decisione dei prossimi passi da compiere. Ci sono già diverse proposte provenienti da varie persone che hanno partecipato agli incontri che si sono tenuti fino ad oggi. Si tratta di decidere e ... rimboccarsi le maniche!

A presto,
paolo

Resoconto serata Arch. Brambilla

L'incontro dell'altra sera con l'Arch. Brambilla credo che possa essere stato particolarmente stimolante per chi vuole interessarsi maggiormente dell'amministrazione del comune di Bizzarone.

L'Architetto ha passato velocemente in rassegna la nuova legge urbanistica regionale (L.R. 12/2005 - vedi link allegato). Mi è sembrato chiaro che:
1. la nuova legge urbanistica lascia molta più autonomia (e quindi responsabilità) alle amministrazioni comunali nella decisione sulle operazioni di rilievo urbanistico che interessano il proprio territorio;
2. è importante avere un'idea chiara e condivisa di quale paese si vuole e, di conseguenza, avere dei criteri di giudizio per capire quali operazioni edilizie sono coerenti con la visione di sviluppo del paese e quali no;
3. l'idea di sviluppo del paese non è altro che l'identità che il paese vogliamo che abbia anche nel futuro;
4. questa idea (lo prevede anche la legge) deve essere frutto di un processo di coinvolgimento e di partecipazione  (e di responsabilizzazione) di tutta la popolazione.

L'architetto suggeriva il metodo dell'Agenda21, un processo di coinvolgimento dei cittadini all'interno di gruppi di lavoro che discutono e formulano proposte volte a stimolare stili di vita più sostenibili, sia sotto il profilo ambientale che sociale ed economico.

Personalmente, credo che dall'incontro si possa ricavare qualche stimolo interessante per costruire un modo diverso di amministrare il paese:
 
a. potremmo in qualche modo replicare la logica della partecipazione di Agenda21 anche al caso di Bizzarone: perché non costituire dei gruppi di lavoro (dei forum) che analizzino nel dettaglio alcune tematiche chiave? si potrebbero approfondire i temi dell'urbanistica, della mobilità, della cura dei boschi e delle aree agricole, dei comportamenti ecologicamente sostenibili riguardo ad acqua, rifiuti ed energia, della collaborazione intercomunale (Unione di comuni e simili) ....
Sarebbe bello se ci fosse qualcuno che si proponesse per guidare un gruppo di approfondimento su di un tema di interesse e si desse da fare per coinvolgere altre persone e arrivare a formulare proposte concrete e convincenti che possano diventare il programma di lavoro di una possibile Amministrazione Comunale. Chi si propone???
 
b. proprio attraverso il lavoro di questi gruppi, potremmo arrivare a definire una chiara "visione di Bizzarone". Vogliamo il paese dei servizi ludici o della qualità del verde? Vogliamo un paese con più persone per avere più servizi o un paese più piccolo con meno servizi? ... qualche spunto interessante mi sembra sia già uscito dagli incontri precedenti: ora bisogna arrivare a mettere a fuoco meglio la visione condivisa.

Penso che sia tempo di entrare nel vivo, di rimboccarsi le maniche. Credo che sarebbe veramente molto interessante trovare il modo di orientare lo sviluppo di Bizzarone verso obiettivi di eccellenza.... ed essere protagonisti di questo riorientamento!


martedì 25 novembre 2008

Sviluppo del territorio 3.12 ore 21

Carissimi,

mercoledì 3 dicembre 2008, ore 21:00

presso la Sala del Consiglio comunale è previsto l'incontro con l'arch. Brambilla sul tema

"Sviluppo del territorio e strumenti di pianificazione urbanistica"

La serata vuole essere un'opportunità di riflessione, discussione e formazione sui temi della pianificazione territoriale e dello sviluppo sostenibile, ovviamente calati rispetto alla situazione di Bizzarone.

In attesa di incontrarci, vi saluto cordialmente.

Paolo

Incontro su Urbanistica e sviluppo del territorio

Carissimi,

mercoledì 3 dicembre 2008, ore 21

Presso la Sala del Consiglio comunale avrà luogo un incontro con l'arch. Marco Brambilla sul tema

"Sviluppo urbanistico e strumenti di pianificazione"

L'incontro vuole rappresentare una opportunità di discussione, di confronto e di formazione sui temi della pianificazione urbanistica e dello sviluppo sostenibile, ovviamente calati rispetto alla situazione di Bizzarone.

In attesa di incontrarci, vi saluto calorosamente.

Paolo

sabato 18 ottobre 2008

Prossimo incontro 30 ottobre

Carissimi,

il prossimi incontro è previsto per

giovedì 30 ottobre 2008, ore 21

sempre presso la sala del Consiglio comunale.

A presto
paolo

sabato 4 ottobre 2008

Incontro 17 ottobre, Sala Consiliare

Carissimi,

negli ultimi mesi ci siamo sentiti e abbiamo discusso insieme riguardo all'Amministrazione di Bizzarone. Su molti punti ci siamo ritrovati d'accordo nel non condividere  alcune scelte compiute ed alcuni metodi applicati dall'attuale Giunta. Con molti abbiamo condiviso sogni ed idee per il futuro che vale la pena approfondire. In molti ci avete sollecitato a creare l'opportunità per "guardarci in faccia" ed eccoci qua.

Ci sembra necessario, in vista delle elezioni comunali della prossima primavera, rilanciare la discussione rispetto al futuro di Bizzarone. Per questo ci sembra utile proporre un primo incontro, assolutamente informale e senza particolari ambizioni, per poterci conoscere meglio e condividere i diversi punti di vista rispetto a "che cosa riteniamo importante per Bizzarone".

L'incontro è per:

venerdì 17 ottobre 2008, alle ore 21, presso la Sala Consiliare del Comune.

Abbiamo scelto come sede il Comune per assicurare sin da subito la massima trasparenza.

Proprio perchè si tratta di un primo incontro assolutamente informale, sentitevi liberi di invitare altre persone che sapete essere interessate all'amministrazione del comune.

E' bene chiarire che non si tratta di "mettere insieme una lista", ma di iniziare un confronto che possa innanzitutto riaccendere qualche discussione intorno alla amministrazione del comune di Bizzarone. Se poi si troverà l'accordo su principi, priorità e programmi e si formerà un gruppo di persone interessate a mettersi a disposizione, chissà...

Per noi, poi, sarà l'occasione per esplicitare chiaramente gli impegni che possiamo e non possiamo assumerci per il futuro.

Un caloroso saluto,

Paolo
Damiano
Valerio

PS: Ci sarebbe utile una vostra conferma della partecipazione. Potete scrivere a p.crugnola@gmail.com. 

sabato 13 settembre 2008

Bentornato voto in condotta?

Oh, ...finalmente un minimo di decoro e disciplina anche tra i banchi. Tutti dovranno indossare grembiulini e divise: i ricchi avranno comunque scarpe firmate da centinaia di euro, magari prodotte in Cina da qualche terzista che sfrutta bambini in età scolare e i poveri dovranno pensare a come rimediare i soldi per comprarsi il dignitoso corredo scolastico.
Basta anche con i video sconci su youtube e gli atti di bullismo a scuola. Già me lo vedo il tipico candidato al 5 in condotta che trema di paura mentre i docenti fanno gli scrutigni e che implora clemenza davanti alla "giuria".
...La scuola ha tanti problemi, ma è anche l'ultimo baluardo di difesa contro il totale imbarbarimento della società civile, se pensiamo che tornare al passato sia una soluzione - chissà magari anche un po' di esercito nei corridoi potrebbe aiutare - se davvero crediamo che i monelli scolari siano tutti bambini viziati, da raddrizzare con una bacchetta di legno sulle dita, allora significa che il "salame" ormai cola grasso sulle nostre guance. Poco importa se spulciando le statistiche si scopre che i potenziali clienti della bocciatura per cattiva condotta aumentano percentualmente in modo esponenziale nel passare dai paesi, ai piccoli centri, alle città più grandi fino alle periferie degradate e che lo stesso trend si nota passando dalle scuole del nord a quelle del sud. L'equazione ragazzi problematici = ragazzi senza speranze per il futuro, nemmeno sfiora la mente del Ministro, ma si sa, con una laurea in gurisprudenza, la matematica può diventare un opinione. Anche in ragioneria sembra vi siano delle leggere lacune da colmare. I proclami gettati in pasto nei giorni scorsi alle televisioni e ai giornali, secondo cui il 97% della spesa per la pubblica istruzione servirebbe a pagare gli stipenti degli insegnanti, che hanno fatto gridare allo scandalo convincendo definitivamente tutti della necessità di diminuirne il numero, andrebbero articolati con maggiore precisione: a cosa corrisponde esattamente "l'aggregato di spesa corrente riportato nel bilancio 2008" cui Lei Ministro fa implicitamente riferimento? Sottointende una serie di voci che nulla hanno a che fare con i docenti, incluse le spese per servizi acquistati dall'esterno come le spese di manutenzione degli edifici, le spese per pasti, per servizi sanitari, per il trasporto alle/dalle scuole e le spese per affitto dei locali etc., oppure si riferisce unicamente alle buste paga dei troppi maestri, o invece include tutto? La domanda è lecita se pensiamo che nell'ultimo "Quaderno Bianco della Scuola", pubblicato a settembre del 2007, sta scritto ad esempio che la spesa corrente nel 2003 - scuole pubbliche - è stata del 93,5% rispetto al totale della spesa per l'Istruzione e che di questa percentuale il 14,2% è riferito a spese che non contemplano remurazioni del lavoro dipendente. Anche le precedenti annate dal 2000 e le successive fino al 2006 rivelano la stessa tendenza e questa non si discosta molto dalla media europea, certo ci sono paesi dove il nostro 14,2% si avvicina al 30% ma ve ne sono anche altri al 10%, ... insomma, non siamo mosche bianche.

Allora Ministro, una domanda diretta, ...quanto spendiamo davvero per mantenere il fardello dei nostri "tutori"?
Lei ha affermato senza mezzi termini che gli stipendi dei "demotivati" docenti nostrani sono tra i più bassi in Europa, che gli insegnanti del sud sono peggiori di quelli del nord e che questi motivi concorrono a determinare il pessimo risultato attuale della scuola e del livello di preparazione dei nostri ragazzi, ma si è dimenticata dei dati riportati nel rapporto "Education at a glance 2007" che equiparano gli stipendi dei docenti italiani, normalizzati secondo il PPP (Purchasing Power Parity), a quello degli insegnanti finlandesi, quelli che, a suo dire, prendono più di 42.000 euro all'anno. Noi spariamo cifre come fossimo alla "lotteria della panzana" e loro invece, i finlandesi, si mettono a testa bassa e preparano gli studenti migliori del mondo, almeno secondo quanto è dato sapere dall'indagine O.C.S.E. "P.I.S.A. 2006".
Come è possibile questo? Da dove le cava fuori le cifre che snocciola con tanta sicurezza? Quali sono i reali fattori determinanti del fallimento del sistema scuola in Italia? Crede veramente che i nostri docenti e affini siano sospinti dalla venale carica del dio soldo? Pensa davvero che siano così poco consapevoli della missione cui sono chiamati ogni giorno, per mandare avanti una barca che fa acqua da tutte le parti cui lei non non lesina certo delle belle cannonate?

E' vero, la scuola sta cedendo, ma sotto i colpi di una politica di dispregio della cultura e in accordo con la linea - del "chi la dura la disfa" - degli ultimi 20 anni, anche questa tornata legislativa, con il decreto legge 1 settembre 2008 n. 137, da lei promosso, sta usando la scure per tagliare fondi alla nostra scuola: si parla di sprechi e vista la palese inefficienza e inefficacia della macchina istruttiva italiana, ricordo ancora a chi legge che nelle classifiche internazionali O.C.S.E., che misurano il grado di preparazione degli alunni dalle secondarie in su, figuriamo sempre agli ultimi posti, si pensa bene di destinare il 30% dei miracolosi tagli al ritorno in auge del "sistema scuola" liberando il resto del denaro a favore di altri ministeri per scopi di spesa non meglio specificati, ...con buona pace di 87.000 insegnanti che gradualmente rimarranno senza lavoro. Ah,... una curiosità: nelle statistiche citate in precedenza la scuola primaria si salvava, anzi era ai primi posti, ma tranquilli ora con le nuove norme si torna al maestro unico e anche li rientreremo in media. L'anno scorso una delle belle pensate dell'ex Ministro aveva permesso risparmi di spesa sulle assenze dei docenti sotto i 5 giorni: impedendo ai dirigenti scolastici di nominare un supplente, si costringevano gli alunni a traslare a gruppi nelle altre classi interrompendo il programma di apprendimento e mettendo in difficoltà il resto della scuola. Da quest'anno visto che anche il personale A.T.A. verrà pesantemente limitato, si parla di un -17%, probabilmente le classi scoperte verranno impegnate in "laboratori di economia domestica": resta solo da decidere chi pagherà le scope.
Lei ha terminato una delle sue stupefacenti dichiarazioni all'insegna della scuola bypartisan dicendo: "Bisogna preservare e mettere a sistema quanto di buono fatto dai miei predecessori"! So che non le sembrerà gentile, ma la invito a considerare che a un certo punto i Ministri che l'hanno preceduta se ne sono andati, ...mi sembra un ottimo punto di partenza.
G.Barile

martedì 12 agosto 2008

Avviso urgente per i nostri anziani

I libretti postali su cui non si registrano movimenti di danaro da almeno 10 anni sono oltre un milione in tutta Italia. La somma dei soldi contenuti in ognuno di quei libretti costituisce un tesoretto su cui una delibera inserita nella finanziaria dell'ex governo Prodi metterà le mani.

I titolari di quei libretti che hanno avuto 6 mesi di tempo per farsi vivi, per salvare i loro soldi dovranno registrare almeno un movimento sul conto entro e non oltre il 25 agosto prossimo. Dal giorno successivo i correntisti “dormienti” perderanno ogni diritto su quei soldi perché ne diverrà proprietario lo Stato, che secondo le intenzioni di Prodi andranno per buona parte nelle tasche delle vittime dei crac finanziari.

La direzione delle poste, non essendo stata obbligata per legge ad avvisare i correntisti di quel provvedimento, si è limitata a pubblicare gli avvisi sul sito e ad inviare i comunicati stampa per le pagine economiche sui giornali. Siccome la maggior parte dei proprietari di quei libretti postali sono anziani che non navigano in Internet e non leggono le pagine economiche dei giornali, è successo che in questi 6 mesi sono stati pochissimi i correntisti che si sono fatti vivi.

Sono numeri da capogiro quelli che interessano le poste italiane sul fronte dei conti dormienti: le norme sull’utilizzo dei conti da anni (10 anni e con saldo superiore ai cento euro) giacenti senza nessun movimento coinvolgono infatti anche i libretti postali, nominativi o al portatore. Le stime parlano di un patrimonio pari a 800mila libretti per un totale di circa 950 milioni di euro. Le Poste Italiane hanno stilato però l’elenco completo dei libretti postali dormienti che è consultabile negli uffici postali, oppure rivolgendosi al numero verde 800.00.33.22 oppure consultando il sito internet delle stesse poste all’indirizzo: http://www.poste.it/bancoposta/dormienti/libretti_dormienti.shtml.

Questo l'elenco dei conti dormienti aperti presso i nostri uffici postali.

UFFICIO POSTALE (20/318) RONAGO

Numero identificativo dei Libretti di Risparmio Postale nominativi:

36; 130; 180; 216; 237; 301; 306; 377; 387; 406; 420; 453; 466;

469; 471; 540; 541; 557; 572; 575; 576; 601; 669;


UFFICIO POSTALE (20/194) UGGIATE TREVANO

Numero identificativo dei Libretti di Risparmio Postale nominativi:

3642; 4233; 4427; 4428; 4477; 4517; 4536; 4632; 4694; 4967; 4990; 5033; 5073;

5118; 5205; 5224; 5256; 5355; 5362; 5376; 5399; 5400; 5408; 5424; 5453; 5505;

5510; 5552; 5685;


UFFICIO POSTALE (20/229) BIZZARONE

Numero identificativo dei Libretti di Risparmio Postale nominativi:

1490; 1667; 1777; 1819; 1829; 1981; 2007; 2041; 2046; 2063; 2274; 2285; 2290;

2300; 2396; 2473; 2500; 2536; 2548; 2603; 2608; 2617; 2642; 2657; 2669; 2680;

2681; 2709; 2822; 2841; 2874; 2875; 2881; 2908; 2918; 2939; 2957; 2960; 2981;

2999; 3032; 3041; 3145; 3153;


UFFICIO POSTALE (20/382) CAMNAGO FALOPPIO

Numero identificativo dei Libretti di Risparmio Postale nominativi

66; 103; 128; 193; 228; 266; 366; 3855;

venerdì 1 agosto 2008

Il vero prezzo della carne...

Riporto, a memoria futura e a sostegno delle giuste aspettative di Valerio e di altri, alcuni stralci di un articolo di George Monbiot apparso qualche tempo fa sull' anglosassone "The Guardian".




"Non preoccupatevi della crisi monetaria mondiale. Concentratevi per un momento su una questione più urgente: la grande crisi alimentare che sta dilagando molto più velocemente di quella finanziaria. Probabilmente avrete visto le stime attuali inglesi: il prezzo del riso è cresciuto di tre quarti rispetto allo scorso anno, quello del grano è aumentato del 130 per cento. Ben 37 Paesi vivono una grave crisi alimentare. Cento milioni di persone, secondo la Banca Mondiale, potrebbero scivolare nella povertà a causa dei prezzi alti. Ma scommetto che vi siete persi le statistiche più significative. Lo scorso anno il raccolto del grano ha superato ogni record con 2.1 miliardi di tonnellate – battendo del 5% quello dell’anno precedente. La crisi, in altre parole, è iniziata prima che i rifornimenti mondiali di cibo fossero colpiti dai cambiamenti climatici. Se la fame può già dilagare ora, che cosa accadrà se i raccolti dovessero ancora calare?
C’è abbondanza di cibo. Ma il fatto è che non raggiunge gli stomaci delle persone. Secondo la stima fatta dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura) dei circa 2,13 miliardi di tonnellate che dovrebbero essere consumate quest’anno, soltanto 1,01 miliardi di tonnellate verranno mangiate dalla gente. E il resto che fine fa? Carburanti biologici e cibo per gli animali da allevamento!
Quest’anno le riserve mondiali di cereali diminuiranno di circa 53 milioni di tonnellate; questo vi dà un’idea approssimativa della dimensione della crisi alimentare mondiale. La produzione di carburanti biologici consumerà circa 100 milioni di tonnellate di cereali, ciò fa capire come tutto ciò sia direttamente responsabile della crisi in atto.
Ma, alla base della fame del mondo, c’è una ragione più importante che dà meno nell’occhio solo perché esiste da molto tempo. Mentre quest’anno 100 milioni di tonnellate di cibo verranno utilizzate per rifornire le auto, ben 760 milioni di tonnellate saranno tolte alle bocche degli esseri umani per nutrire gli animali, una quantità di cereali che potrebbe coprire 14 volte il deficit mondiale. Se la fame nel mondo vi sta a cuore, mangiate meno carne. Sino a che livello il consumo di carne potrebbe essere sostenibile? Fare una stima è difficile per svariati fattori. Se mangiamo meno carne, dobbiamo assumere più proteine vegetali, il che significa sottrarre altri terreni da pascolo agli animali. D’altro canto, alcuni capi di bestiame crescono sui pascoli e in questo modo non peggiorano il deficit del grano. Simon Fairlie ritiene che non sarebbe possibile allevare gli animali solo a pascolo, a causa dei terreni agricoli, ed inoltre porterebbe a scarti e sprechi nelle lavorazioni cosicché la produzione mondiale di carne e latte raggiungerebbe un terzo o due terzi dell’attuale. Ma questo sistema presenta un altro problema. La FAO stima che il 18% dei gas che provocano l’effetto serra dipenda dagli allevamenti di bestiame. L’impatto ambientale incide soprattutto là dove il bestiame pascola liberamente. L’unica risposta possibile alla domanda su quanta carne dovremmo consumare, è dunque la più semplice e ovvia. Riserviamola – come gran parte delle persone ha fatto sino a poco tempo fa – per le occasioni speciali. Rileggendo questo articolo ( ...è sempre Monbiot che scrive ) mi accorgo che in esso c’è qualcosa di surreale. Mentre metà del mondo si chiede se potrà mangiare o no, io sto riflettendo su quale delle nostre infinite scelte dovremmo fare. Qui l’andamento dei prezzi del cibo si segue poco. I nostri negozi sono più ben riforniti che mai. Percepiamo appena la crisi mondiale, se ce ne accorgiamo. E’ difficile comprendere come due economie alimentari così diverse possano convivere sullo stesso pianeta, finchè non vi accorgete che si stanno mangiando l’un l’altra."



Ora dovremmo anche sottolineare che il 2007 è stato un anno record per gli utili delle 10 più grosse multinazionali dell'agroalimentare. Cargill ha registrato un +86% di ricavi per il primo trimestre 2008 rispetto allo stesso periodo nel 2007, Bunge +77%, Adm, il più grande commerciante di cereali a livello mondiale, +65% raggiungendo la cifra record di 2.2 miliardi di dollari di fatturato, e la tailandese Charoen Pokphand Foods prevede una crescita degli incassi del 237%. Ma non se la passano male nemmeno i principali attori della grande distribuzione organizzata: la catena di supermercati britannica Tesco segnala un aumento del 12% del fatturato rispetto al 2007, andamento positivo anche per Carrefour in Francia e Wal-Mart negli Usa, tutti grazie alle vendite di alimentari. Le aziende di prodotti agrochimici o venditrici di semi si fregano le mani: tra il 2007 e 2006 Monsanto + 44% degli utili, DuPont +19%, Syngenta +28%.
Il criminologo Michel Venturelli, commentando informative dello stesso tenore, ha ben sintetizzato quello che tutti noi dovremmo focalizzare con attenzione attraverso un paragone che mi permetto di riportare:


"per meglio capire ciò che tutto questo significa immaginatevi seduti al tavolo di un ristorante davanti ad una bistecca di circa 250 grammi. Virtualmente, sedute accanto a voi, ci sono altre 50 persone.
Davanti a loro però c'è una tazza vuota. Voi non le vedete per il semplice fatto che queste 50 persone abitano in Africa, in Asia o in America Latina. Non le vedete, ma esistono e hanno fame.
Quello che dovrebbe far riflettere è che se invece della vostra bistecca si fossero prodotte graminacee le 50 tazze sarebbero piene di cereali cotti. Cereali che si è però mangiati la vacca dalla quale è stata ricavata la vostra bistecca di 250 grammi."


Forse noi tutti dovremmo incominciare a ragionare sul mondo che ci circonda in termini un po' più consapevoli e raccogliere appelli come quello lanciato da Rajendra Pachauri, premio Nobel e direttore dell'Ipcc, il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite che ha recentemente dichiarato:

(...)contro l'effetto serra una vita "frugale": «Non mangiare carne, va' in bici, sii un consumatore frugale.» Il dossier emesso nel 2007 dall'Ipcc sottolinea infatti «l'importanza di cambiare stile di vita» per combattere il riscaldamento globale. Il direttore dell'Ipcc, coerentemente vegetariano lui stesso, afferma anche: «È qualcosa che l'Ipcc ha avuto paura di affermare prima, ma ora l'abbiamo finalmente detto». Il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (Neic) plaude a questa presa di posizione: «Ricordiamo che recenti studi pubblicati sul Lancet hanno mostrato che le emissioni di gas serra causate dal settore agricolo sono pari al 22% del totale; come percentuale questa è simile a quella dovuta all'industria e maggiore di quella dovuta al settore dei trasporti. L'allevamento di bestiame (compresa la coltivazione del mangime e il trasporto) contribuisce per l'80% al totale del settore agricolo». Rajendra Pachauri ha inoltre ricordato che la produzione di un kg di carne causa emissioni equivalenti a 36,4 kg di biossido di carbonio e che l'allevamento e il trasporto di animali richiede, per un kg di carne, la stessa energia richiesta per mantenere accesa una lampadina di 100 Watt per quasi 3 settimane. Oltre a questo ha raccomandato di usare meno la macchina e andare in bicicletta, e di essere consumatori «frugali», intendendo con questo di non comprare qualcosa solo perché «esiste», ma comprare solo quello che ci serve davvero. «Lo scenario è piuttosto triste, se il genere umano non fa nulla, il cambiamento climatico avrà impatti molto seri», ha dichiarato alla conferenza stampa di Parigi. Il meeting di Bali ha definito un accordo globale per la riduzione delle emissioni del biossido di carbonio dovute ad attività umane, e la cosa positiva è che per la prima volta da quando si è iniziato a tenere dei meeting internazionali sull'argomento - nel 1994 - nessuno ha contraddetto i risultati presentati dall'Ipcc, e quindi si accetta finalmente che il problema esiste ed è grave. Conclude il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione: «È bene che finalmente si affermi che per quanto riguarda l'impatto sull'ambiente il comportamento personale è importante, e in particolare le nostre scelte alimentari. La massa di evidenze in merito non si può ormai contraddire, così come i risultati dell'Ipcc sulla necessità di un cambiamento drastico sia a livello governativo sia a livello personale. Meno alimenti animali, una alimentazione a base vegetale, è la scelta più potente che ciascuno può fare per fermare il riscaldamento globale ed evitare un tragico spreco di risorse».(...)


G.Barile

mercoledì 30 luglio 2008

Idea per giovani e meno giovani

Leggendo il giornale di oggi ho trovato questo articolo che reputo molto interessante e dal quale si potrebbe attingere qualche buona idea per il nostro Bizzarone.


Spazi verdi per i pensionati"Torniamo contadini come una volta"
"Siamo nati contadini, così si torna alla terra". Nel parco di Villa Vogel 200 pezzi di terra affidati agli anziani. Dopo una lotta non facile
di Mara Amorevoli


Ogni orto, una storia. Quello di Piero, 70 anni, ex capo restauratore di materiali lapidei all´Opificio delle Pietre Dure, racconta un ordine da laboratorio: file perfette di piante di zucchine, cetrioli, fagiolini, cavoli, pomodori. I confini sono stati tracciati con liste di legno e due cespugli di rosmarino e salvia: «Mi hanno assegnato il terreno un mese e mezzo fa.Non sapevo come fare, ma lì c´è Romano e io copio tutto da lui che se ne intende. Vengo qui tutte le mattine, dalle 7.30 alle 10 e il pomeriggio dalle 18.30 alle 20, e mi passa bene il tempo». Qualche metro più in là, Romano, 76 anni, è curvo a zappare nel suo quadrilatero, curatissimo e rigoglioso di ortaggi: «Io l´orto l´ho sempre fatto, prima a Casellina, poi a Novoli. Questa terra era intestata a mia cognata, ma è rimasta vedova e l´ha abbandonata. Così la lavoro io da due anni. Si paga 40 euro all´anno, e ci danno anche l´acqua e un cassone per gli attrezzi. Bella terra nera? Per forza, la concimo con lo stallatico dei cavalli che prendo qui al maneggio. È una mia passione, mia moglie non vuole, ma ho di tutto: peperoni, insalata, cipolle, fagioli. E in inverno, cavoli, carote, porri, finocchi. E ne lavoro anche un altro, di una signora qui accanto, e si fa a metà». Silvano, 81 anni, ex profugo da Pola, «ma fiorentino dal '47», arriva con Camilla, un devoto setter di 13 anni: «Prima avevo un´officina meccanica in via San Gallo, e un orto abusivo qui vicino, poi mi hanno dato questo, ma da un paio di anni non sto tanto bene, e vede quanta erbaccia cresce in mezzo ai pomodori, non ce la faccio più tanto a stargli dietro».Spazi verdi recintati con canne o legni. Orti sociali per pensionati. Cinquanta metri quadrati a testa: geometrie di insalate, radicchi, ortaggi di ogni tipo, qualche macchia di fiori, l´attacco dell´acqua, il cassone per gli attrezzi, ombrellone e qualche tenda improvvisata. La chiamano la Valle degli Orti, l´ha resa possibile il Quartiere 4, lungo il corso sinistra dell´Arno, sotto al Ponte all´Indiano. E ancora storie: Lino, 85 anni fra un mese: «La pensione è magra. Arrotondare con l´orto? Ma che vuole arrotondare. È che non mi va di andare nei circoli o al bar a fumare il fumo degli altri. Prima facevo il ferroviere, ma sono nato contadino a Borgo San Lorenzo e rieccomi qui». Giuseppe, 72 anni, ex macchinista alle ferrovie, è un veterano. E sa tutto della comunità che all´inizio - nel '96 - contava solo 49 orti. Ora sono oltre 200. Giuseppe tira di vanga sotto al sole: «La battaglia è iniziata andando in ginocchio dalla signora Vogel, quella della villa, per avere la terra per far giocare i bambini. Poi il Comune ha espropriato 27 ettari, volevano farci un giardino, invece è partita la lotta per farci gli orti. Mi è costata 2 mesi di galera e 600mila lire di multa. Allora ero amico di Graziano Cioni, ora io sono qui a vangare e lui è lassù, a Palazzo Vecchio». Battaglia vinta, comunque. I primi orti assegnati agli abitanti del quartiere - secondo graduatorie stilate in base all´età - sono dall´altra parte della strada.
Sono più grandi: 90 metri quadrati ognuno. Recintati da un cancello, hanno un viale centrale, un capanno con gli armadietti e una toilette. Accanto, un castagno secolare, carico di frutti, sovrasta un tavolo comunitario e qualche sedia scompagnata. «Anche qui dentro cambiano i tempi: ha visto che il capanno non ha più le grondaie? Erano di rame, le hanno rubate. E hai voglia ad aspettare che le rimettano, anche di plastica» racconta Alceste, 83 anni, ex impiegato alle centrali termiche di Prato, uno tra i primi a conquistarsi il terreno «perché vengo dalla terra e ci sono ritornato». Bruno, 87 anni se la gode all´ombra del castagno mentre la moglie Ada, 81 anni, si affaccenda come una ragazza tra piante di pomodori altissimi, composte aiuole di melanzane, cavoli e insalate: «Sono originario del Mugello e ho lavorato in fabbrica. Ma vengo dalla terra, e a questa sono tornato. Se no che si fa, si va in giro per i bar?» racconta Bruno, orto "n.1". Viene a sedersi anche Maria, orto "n.13", sigaretta in mano, 84 anni ben portati: «Mio marito lavorava alla Manifattura tabacchi, non ha mai amato l´orto. Invece io continuo a farlo, anche se mi fanno male le gambe». Infine Roberto. Che brontola: «Ho fatto domanda nel '99 e ho avuto l´orto solo 6 mesi fa. Sono del '41 e mi passavano avanti i più anziani. E dire che ce sono molti abbandonati. Al quartiere farebbero bene ad assegnarli». Tra un via vai di biciclette, ormai il sole è alto. È ora di tornare a casa, con gli ortaggi freschi appena raccolti. Scusate, e la raccolta delle noci come ve la dividete? «Vecchia regola - rispondono - chi arriva prima, prima macina».
(29 luglio 2008)


Potrebbe essere una bella idea per cercare di recuperare i terreni di proprietà pubblica che si trovano in uno stato non proprio presentabile come le balze sotto al cimitero.
Ciao a tutti
Valerio

martedì 22 luglio 2008

Clienti o cittadini?

Ho trovato in un libro questa frase riferita al buon funzionamento delle pubbliche amministrazioni locali:

" I clienti sono persone che dipendono e sono controllate da chi li aiuta e li guida. I clienti sono persone che concepiscono la propria esistenza in funzione delle proprie carenze, persone che aspettano che altri agiscano per loro conto.
I cittadini sono invece persone che capiscono i propri problemi. I cittadini avvertono che esiste un legame tra loro e credono nella loro capacità di agire. I buoni clienti sono cattivi cittadini. I buoni cittadini creano comunità forti."

da Osborne, Gaebler (1992), Reinventing government

Certo, un po' il dubbio mi viene: a Bizzarone ci sentiamo più "clienti" o "cittadini"?

lunedì 28 aprile 2008

Medici a Bizzarone

La settimana scorsa sulla Provincia sono apparsi una serie di articoli sulla vicenda dell'ipotetico trasferimento dei medici dell'ambulatorio de "Il Platano" a Bizzarone, presso il nuovo stabile Foti lungo la Lomazzo-Bizzarone.
Nel corso dei mesi (anni) scorsi vi erano stati contatti tra alcuni dei medici e l'amministrazione comunale di Bizzarone per verificare la possibilità che essi si trasferissero a Bizzarone. La sede attuale dell'ambulatorio, infatti, non sembrava più soddisfacente, in primis per la mancanza di posteggi. D'altro canto, per l'amministrazione comunale di Bizzarone si sarebbe trattato di un grosso "colpo": oltre alla visibilità legata al trasferimento dei medici sul territorio comunale vi era la possibilità di affiancare l'ambulatorio alla costituenda farmacia, con indubbi vantaggi sul fatturato di quest'ultima.
Inoltre, con la presenza sia della farmacia che dei medici nello stesso stabile, si poteva ipotizzare anche l'inserimento di altri servizi sanitari: studi di altri specialisti (dentisti, ...), laboratori di analisi, ufficio distaccato dell'asl, ecc. Si paventava anche la possibilità di avere un centro di dialisi per evitare ai cittadini della zona di dover andare fino a Como o Varese.
Le recenti evoluzioni della faccenda sono ben note. Dopo i primi contatti "riservati" tra medici e amministrazione comunale di Bizzarone, quando sembrava che la decisione di trasferimento fosse ormai matura, la voce inizia a circolare e a destare l'allarme delle amministrazioni comunali limitrofe, in modo particolare di Uggiate Trevano ed in parte di Valmorea.
Ne scaturisce una vera e propria asta al ribasso per accaparrarsi i medici, accompagnata da forti clamori. Ogni amministrazione comunale ha offerto spazi gratuiti e condizioni di favore (ovviamente da finanziare con fondi comunali, quindi di tutti i cittadini). Dall'amministrazione di Uggiate pare siano venute offerte di accollarsi i costi di affitto degli spazi attualmente occupati da "Il Platano", ma anche la proposta di trasferire l'ambulatorio al piano inferiore dello stesso stabile, al posto della biblioteca, per assicurare maggiore visibilità e facilità di accesso. Atteggiamento simile ha avuto l'amministrazione di Valmorea, che ha offerto anch'essa spazi a condizioni di favore.
Parallelamente si poneva il problema degli ambulatori comunali. Attualmente ogni medico è presente alcune ore alla settimana negli ambulatori di ciascun comune, ma i medici erano intenzionati a non garantire più questa presenza, una volta completato il trasferimento. Di fronte alla necessità di dare un'occhiata anche alle esigenze dei pazienti, sembrava essersi trovato il compromesso per cui la presenza negli ambulatori comunali sarebbe stata garantita, tranne che per l'ambulatorio comunale di Bizzarone visto che sul territorio sarebbe stato installato il nuovo centro clinico.
Dalle ultime notizie apparse sui giornali, pare che l'ipotesi di trasferimento sia tramontata. A questo punto, credo sia il caso di fare qualche riflessione.
1. l'intera faccenda è stata, a mio giudizio, viziata da un approccio piuttosto limitato. Tutte le amministrazioni comunali del circondario hanno vissuto la vicenda con l'intenzione di accaparrarsi i medici in qualsiasi maniera e a qualsiasi prezzo, ovviamente conducendo le trattative "sotto banco" come conviene quando c'è un "business" di mezzo. Ne sono derivate scene da "furbetti del paesino", con amministratori che si strappavano le vesti in pubblico e poi "rilanciavano" in privata sede e altri che si limitavano ad interpretare a modo loro la massima evangelica "non sappia la destra ciò che fa la sinistra".
2. Forse una visione più lungimirante, volta a dare migliori servizi ai cittadini della nostra zona e non a "rubarsi" i medici tra un comune e l'altro avrebbe dato maggiori tutti per tutti: invece che litigare per avere una fetta più grande della torta, forse è più conveniente collaborare per ingrandire la torta. Sono convinto che l'esperienza insegna, per cui nelle prossime occasioni si farà tesoro di ciò che accade oggi.
3. Si ha l'impressione che si sia data maggiore attenzione a convenienze particolari piuttosto che a esigenze collettive, leggasi servizi medico-sanitari efficienti e adeguati ai bisogni dei cittadini. Per le amministrazioni comunali sono prevalse considerazioni legate alla propria visibilità e, per Bizzarone, alle implicazioni economiche del trasferimento. Per i medici è prevalsa la logica degli affari piuttosto che della migliore risposta ai bisogni dei cittadini: la trattativa ha avuto al centro il prezzo degli spazi...
4. Proprio sul ruolo dei medici, qualche domanda più generale mi sorge. Si tratta di medici di base del Servizio Sanitario Regionale, quindi in qualche modo in una posizione di monopolio rispetto al bacino locale. Vi sono dei posti assegnati in base alla popolazione locale ed ogni cittadino è in qualche modo obbligato a scegliere tra i medici assegnati al proprio comprensorio di residenza. A giudicare dalle ultime esperienze, si tratta di una situazione che "stimola" ad avere atteggiamenti più attenti al massimo sfruttamento della rendita di posizione piuttosto che a cercare migliori soluzioni per avvicinarsi alle esigenze dei pazienti: perchè porsi l'obiettivo di chiudere gli ambulatori comunali dei singoli paesi, più facilmente raggiungibili anche dalle persone anziane non automonite (che, probabilmente, rappresentano la categoria che più necessita dei servizi medici) se la finalità ultima dovrebbe essere quella di assicurare la maggiore vicinanza possibile ai bisogni dei pazienti? Forse, se ci fosse un po' di competizione in più nel conquistare la fiducia dei pazienti, anche la scelta degli obiettivi sarebbe diversa.

venerdì 11 aprile 2008

Commento

Buon giorno a tutti,
con questo messaggio vorrei semplicemente ricordare che il blog di Bizzarone è stato creato da me, Paolo e Damiano per cercare di fornire uno strumento tecnologico ai cittadini di Bizzarone attraverso il quale avrebbero potuto proporre nuove idee e commentare le decisioni prese in sede di Consiglio/Giunta Comunale.
Per poter utilizzare un mezzo tanto moderno quanto utile, è necessario farsi accreditare come "blogger" semplicemente chiedendo a me, Paolo o Damiano la relativa abilitazione. Purtroppo la partecipazione (e la richiesta di partecipazione) è stata molto scarsa e si è limitata ad alcuni messaggi di commento agli articoli già inseriti.
Leggo, quasi con ironia, alcuni di questi commenti (anonimi) che si sono susseguiti sul blog ma devo purtroppo far notare che non rispecchiano le finalità per cui lo stesso è stato creato. Non forniscono alcun elemento utile ed allo stesso tempo contribuisco a generare un clima di inutile tensione per Bizzarone.
Non potrà uscire nulla di buono dalla polemica aperta e, a tratti, gratuita. Molto meglio sarebbe cercare di sfruttare al massimo le sinergie e le conoscenze comuni disponibili per creare qualcosa di veramente buono per Bizzarone.
Proviamo a tramutare le critiche in proposte utili e concrete fornite direttamente da noi cittadini di Bizzarone.
Spero di vedere in futuro una partecipazione maggiore e, soprattutto, di leggere proposte meritevoli di esser prese in considerazione ed interessanti sulle quali poter discutere.

Questo sarebbe lo spirito giusto che dovrebbe guidare la crescita e l'evoluzione del blog che avevamo in mente io, Paolo e Damiano.

Buona giornata a tutti e speriamo di vedere presto qualche "scrittore" attivo (e propositivo) in più su questo blog.

Valerio

mercoledì 26 marzo 2008

Consiglio dell'Unione

Il prossimo giovedì 27 marzo 2008 ore 21 è convocato presso il Municipio di Faloppio il Consiglio dell'Unione.

Per maggiori informazioni, vi segnalo il sito dell'Unione www.terredifrontiera.co.it

Consiglio dell'Unione

Giovedì 27 marzo 2008 si terrà presso la sala consigliare del Comune di Faloppio il Consiglio dell'Unione Terre di Frontiera.

venerdì 29 febbraio 2008

Futuro dell'Unione

In data 26 febbraio 2008 il Consiglio Comunale di Bizzarone ha approvato all’unanimità una mozione presentata dalla Giunta Comunale in vista dell’incontro tenutosi a Faloppio il 28 febbraio che ha visto il coinvolgimento di tutti i Conaiglieri dei 4 comuni. Eccone il testo.

Premessa

Il Consiglio dell’Unione di comuni “Terre di frontiera” ha approvato una mozione attraverso la quale si chiedeva alle singole Amministrazioni Comunali di esprimersi circa quello che poteva essere il futuro dell’Unione stessa.
La discussione che ne è scaturita ha portato a richiedere a ciascun comune la formulazione di una propria posizione circa il futuro dell’Unione stessa. Questa posizione verrà discussa nel corso di una riunione che si terrà il prossimo giovedì 28 febbraio 2008 presso il Comune di Faloppio.
Ciò premesso, la Giunta Comunale di Bizzarone chiede che il Consiglio Comunale approvi la presente mozione in maniera tale che la stessa diventi il documento ufficiale del Comune relativamente alle tematiche in premessa riportate.

M O Z I O N E

“Terre di frontiera” oggi

L’attuale situazione dell’Unione di comuni “Terre di frontiera” denota un momento di difficoltà imputabile a vari fattori.

Da una parte non si può non riscontrare un’involuzione nei rapporti tra le singole Amministrazioni Comunali rispetto a quelli esistenti ai tempi della fondazione dell’Unione stessa. Allora si parlava molto più di idee, di progetti e di futuro: oggi si parla quasi esclusivamente di euro, come se nel corso degli anni l’aspetto economico si sia fatto sempre più preponderante, arrivando in molti casi a sopravanzare valutazioni di efficacia e di efficienza dei servizi. Si è ormai vicini a ragionare in termini puri e semplici di unione di comuni come mero strumento di erogazione di servizi, dove soprattutto la convenienza economica è alla base delle scelte che vengono compiute.

Altro motivo che a nostro avviso ha contribuito a determinare l’attuale situazione, è lo stallo derivante dal mancato trasferimento di ulteriori servizi in Unione, nonostante una serie di valutazioni positive sia dal punto di vista gestionale che economico per alcuni di essi. In pratica non sono mancati gli studi sul trasferimento di ulteriori servizi, ma la volontà politica di metterli effettivamente in pratica.
Ha giocato un ruolo decisivo la posizione del Comune di Faloppio di attesa sia pre che post elettorale, una posizione che seppur del tutto legittima, ha probabilmente finito col condizionare, rallentandolo, anche il cammino delle altre Amministrazioni.

Allo stato dei fatti è dunque richiesto a tutti uno sforzo per assicurare a “Terre di frontiera” quella tranquillità, quegli strumenti e quella chiarezza tali per cui si possa proseguire sulla strada negli anni scorsi intrapresa.
La risoluzione dei problemi di cui si è fatto cenno, ed eventualmente di altri, riteniamo non possa prescindere da una attenta valutazione di ciò che abbiamo appena detto.
Di certo riteniamo come i problemi di un progetto così importante come quello della nostra Unione e una struttura così complessa ed articolata come quella che ne è derivata, non possano essere semplicisticamente liquidati adducendo come causa un fisiologico calo di entusiasmo iniziale.

Questa è la posizione di un comune, come quello di Bizzarone, che sino ad oggi ha aderito a tutti i servizi trasferiti all’Unione e -se non ricordiamo male- approvando queste convenzioni in Consiglio Comunale sempre all’unanimità.
Sulla base di questo “curriculum vitae” forse unico, ecco formulate le nostre proposte:

“Spirito” dell’Unione di comuni “Terre di frontiera”

Prima di entrare nel dettaglio delle proposte, riteniamo utile tornare a ciò che per il Comune di Bizzarone deve significare “Terre di frontiera”.
L’unione, a nostro parere, deve tornare ad essere un modo nuovo di guardare al futuro dei nostri comuni.
Deve essere uno “strumento” attraverso il quale garantire servizi diversi, maggiori e migliori, una sorta di moltiplicatore di opportunità a disposizione del nostro territorio, e non certo solo dei comuni.
Deve inoltre costituire uno “strumento” attraverso il quale dimostrare che in Italia vi è ancora una classe politico-amministrativa capace di creare del nuovo, capace di guardare concretamente al futuro dei propri cittadini, una classe lontana da quel concetto di “casta” che, col sacrosanto obiettivo di colpire chi sbaglia, fatalmente finisce col trascinare tutti con sé.

Prima dei conti, il futuro…

Riteniamo non abbia alcun senso guardare ai conti di ieri o anche a quelli di oggi e domani se prima con si arriva a definire una via maestra per il futuro, non si confermino obiettivi già condivisi o se ne concordino di nuovi. Richiedere nuove e più moderne proposte di riparto dei costi ha senso, a nostro modo di vedere, se a fianco di queste proposte verrà data una risposta chiara, definitiva e dall’esito positivo ad alcune fondamentali domande.

1) Come cercare di recuperare le posizioni del Comune di Faloppio rispetto ai servizi che non ha sinora trasferito? La posizione del Comune di Bizzarone è che il Comune di Faloppio debba prevedere una modalità di adesione graduale a tutti quei servizi cui sino ad oggi non ha aderito.

2) Come gestire le nuove convenzioni? Sempre a due o tre velocità o escogitando una modalità da “vera” unione? La posizione del Comune di Bizzarone è quella di cercare una modalità condivisa e formalmente accettabile per cui i servizi futuri debbano essere gestiti con l’adesione della totalità dei comuni aderenti. In questa direzione andrà indirizzato lo sforzo di tutti. Laddove non fosse formalmente codificabile un simile vincolo, andrà lasciata aperta la possibilità che anche un gruppo più ristretto di comuni aderenti possa decidere di gestire in forma associata specifici servizi, in pratica la situazione attuale. Tale ipotesi deve comunque essere subordinata alla decisione favorevole dell’Unione, la quale deve valutare la fattibilità tecnica ed organizzativa di una gestione associata che non abbracci tutti i comuni aderenti.
Come accade attualmente, i rapporti tra i comuni e l’Unione relativi alla gestione associata di ciascun servizio saranno regolati all’interno di specifiche convenzioni.
Al fine di consentire una pianificazione ragionata e di lungo respiro della gestione associata dei servizi, sarebbe auspicabile venisse formulata una programmazione triennale. Tale programmazione, proposta dalla Giunta, dovrà essere approvata dal Consiglio dell’Unione.
Già da ora, come Comune di Bizzarone ci diciamo disponibili a studiare le nuove convenzioni relative all’anagrafe ed allo stato civile, alla protezione civile ed al catasto, nonché a concretizzare la convenzione relativa al demanio e patrimonio già da tempo approvata.

3) Come evitare il progressivo “svuotamento” di alcuni comuni? La posizione del Comune di Bizzarone è quella che i tempi siano ormai maturi per prevedere un decentramento delle sedi operative di alcuni servizi. Fatta salva la sede dell’Unione ad Uggiate-Trevano e con essa -per ovvi motivi- la sede della Polizia Locale, gli altri servizi (vedi soprattutto servizi sociali, tributi/ragioneria, demanio/patrimonio ed in futuro catasto) potrebbero trovare posto a Bizzarone, Faloppio e Ronago.
Il Comune di Bizzarone si dice già oggi disponibile a ragionare in termini di ospitalità di un servizio piuttosto che di un altro.
E’ ovvio che qualsiasi ipotesi potrà essere degna di essere presa in considerazione, purchè basata su oggettivi criteri di efficacia ed efficienza per i cittadini.

4) Come ipotizzare la futura gestione del personale dei quattro comuni? La posizione del Comune di Bizzarone è quella di ritenere che in un’ottica generale sia il personale attualmente già in dotazione all’Unione, sia quello ancora nelle piante organiche dei singoli comuni debba essere considerato come una risorsa a disposizione dell’intero territorio. Riteniamo perciò che, ovviamente con gradualità, l’obiettivo finale non possa che essere il trasferimento di tutto il personale nella pianta organica dell’Unione.

5) Come pensare a porre in capo all’Unione la titolarità di alcune funzioni? La posizione del Comune di Bizzarone è che alla luce dell’esperienza maturata sino ad ora, si possa ipotizzare che l’Unione “Terre di frontiera” compia un ulteriore passo in avanti nel suo percorso evolutivo assumendo la titolarità di alcune specifiche funzioni pubbliche, le quali uscirebbero del tutto dalla competenza dei singoli comuni. Per queste funzioni, “Terre di frontiera” non assumerebbe più il solo ruolo di esecutrice delle decisioni dei singoli enti aderenti, ma assumerebbe una responsabilità diretta, anche sotto il profilo politico, davanti a tutti i cittadini. Nelle materie trasferite dai comuni, il Consiglio dell’Unione diventerebbe vero e proprio organo di indirizzo e controllo, mentre la Giunta dell’Unione si farebbe carico del ruolo esecutivo. I singoli comuni affiderebbero all’Unione tutta la loro sovranità su questi ambiti, senza più pretendere interventi mirati per le loro rispettive comunità. Questa devoluzione di competenze all’Unione potrebbe interessare:
1. la politica di promozione culturale legata all’azione della biblioteca;
2. la politica dei servizi sociali;
3. la politica della polizia locale.
Una scelta di questo tipo avrebbe l’innegabile vantaggio di fare chiarezza rispetto alle responsabilità dell’Unione in questi ambiti, favorendo la riconoscibilità e la legittimazione di quest’ultima agli occhi degli stessi amministratori prima, quindi dei cittadini. La devoluzione di tali funzioni dovrà essere formulata da tutti i comuni membri dell’Unione (i tre settori ipotizzati già oggi sono stati convenzionati da tutti i nostri quattro comuni). La copertura dei costi relativi dovrebbe essere realizzata utilizzando possibilmente entrate dirette dell’Unione, con un contributo di ciascun comune definito per un periodo triennale e magari parametrato al numero di abitanti dei comuni.

6) Come migliorare il coinvolgimento degli amministratori dei quattro comuni nel “Percorso Unione”? La posizione del Comune di Bizzarone è che, fallito il tentativo di un assessorato dedicato ai rapporti con le istituzioni, sia indispensabile ricercare una strada alternativa. E’ un settore sicuramente difficile ma indispensabile se l’obiettivo è quello di consolidare le basi dell’Unione stessa.
E’ necessario agire in una doppia direzione. Anzitutto fornire la possibilità di incidere a chi effettivamente ha voglia di lavorare in questo contesto: in prima battuta infondere in tutti gli amministratori la consapevolezza di cos’è, a cosa serve e come funziona l’Unione, quindi giungere a motivarli sino a far percepire l’Unione come una parte considerevole del proprio mandato di amministratore.
Secondariamente è necessario agire in questa direzione per togliere qualsivoglia alibi a chi invece tende ad addebitare ad una mancanza di rapporti tutta una serie di problemi di “Terre di frontiera”.
Nel concreto si propone almeno un incontro annuale del tipo di quello previsto per il prossimo 28 febbraio e, invece, la riproposizione con cadenza più breve di incontri Giunta dell’Unione - Giunte dei singoli comuni aderenti.

7) Come avvicinare ulteriormente i cittadini a “Terre di frontiera”? La posizione del Comune di Bizzarone è quella di ritenere che si debba continuare e, anzi, migliorare sulla strada di una capillare informazione con ogni mezzo a nostra disposizione.
Sarà indispensabile uno sforzo degli amministratori per ridurre gli attriti tra di loro (aspetto che i cittadini avvertono sicuramente in maniera non positiva), mentre anche una ridistribuzione dei servizi potrà essere, da questo punto di vista, importante.

8) Come ribadire il concetto di Unione come moltiplicatore di risorse per il territorio? La posizione del Comune di Bizzarone è riconducibile al già citato concetto di “Terre di frontiera” come moltiplicatore di opportunità per il territorio. Questo perché, al contrario, nel momento in cui l’Unione non dovesse essere percepita sotto quest’ottica o, ancora peggio, non dovesse agire in questa direzione, costituirebbe non una risorsa per il singolo comune ma un freno per il suo sviluppo.
E’ questo un campo pericolosissimo nel quale avventurarsi perché abbiamo pochi dubbi su quale strada intraprenderebbe oggi un amministratore se si trovasse di fronte alla scelta tra Unione o Comune.
E’ necessario dunque ribaltare il concetto, perché in tanti casi è proprio l’Unione che potrebbe “aiutare” i singoli comuni aderenti anche in circostanze che non riguardano specifici servizi trasferiti. Da questo punto di vista la gestione dei P.G.T. (Piani di Governo del Territorio) in maniera assolutamente autonoma è stata un’occasione persa, anche se forse qualche margine di manovra per un confronto pre-approvazione esiste ancora.

9) Come cercare di gestire nel migliore dei modi l’ormai ravvicinata scadenza elettorale in tre dei nostri quattro comuni? La posizione del Comune di Bizzarone è quella di proporre la stesura di un documento programmatico unico che renda palese, chiara ed inequivocabile la posizione di qualsivoglia gruppo politico o lista civica nei confronti di “Terre di frontiera”.
Si tratterebbe di un documento da stilare sulla base delle risultanze di questa verifica e che l’Unione stessa potrà chiedere che venga adottato dalle varie liste che si presenteranno alle elezioni del prossimo anno.
Aspetti economici

Solo al termine del percorso sin qui accennato, e naturalmente in caso di esito favorevole, a nostro parere si potrà metter mano all’aspetto economico.

Aspetto economico che il Comune di Bizzarone intende affrontare non prima di aver fatto una premessa.

Seguendo la giusta impostazione di una gestione collegiale dei servizi, il nostro comune non ha esitato a “svuotarsi” in parte, non ha esitato a spiegare ai propri cittadini che per parlare con la Polizia Locale dovevano recarsi ad Uggiate-Trevano, che per l’Ici dovevano fare la stessa cosa, così come per la ragioneria. Non ha esitato a dimezzare i propri orari di apertura della biblioteca (sino a preventivare una sua chiusura definitiva) a vantaggio delle sedi di Faloppio e di Uggiate-Trevano. Non ha esitato a praticamente dimezzare gli orari di apertura al pubblico degli uffici comunali.
In definitiva ha realizzato ciò che tutti ci si è sempre detti essere una parte importante della gestione associata dei servizi.
Tutti abbiamo sempre concordato sulla necessità di armonizzare questi servizi, di guardare ad una loro erogazione che potesse portare anche a dei risparmi nella spesa, di guardare alla loro reale efficienza piuttosto che alla loro dislocazione fisica. Poi vi è stato chi lo ha fatto (i Comuni di Bizzarone e di Ronago) e chi invece si è trovato in casa tutto moltiplicato (Polizia Locale da due a otto agenti, ragionieri da uno tre e via dicendo). Siamo naturalmente parlando del Comune di Uggiate-Trevano. La decisione è stata giusta: l’abbiamo condivisa ed in buona parte contribuito ad attuarla. Lo sbaglio che noi vediamo non è quindi in questo, lo sbaglio è nel non accorgersi di questo o a non volerlo fare….
Lo sbaglio è guardare al portafoglio non rapportando quei freddi numeri alla qualità e quantità di uno o più servizi. Guardare ai “guadagni” di Bizzarone senza considerare questo aspetto non ha senso. Non capire le difficoltà che può avere un Comune nel limitare certi servizi, nel far passare (ed in tempi ristretti) un determinato messaggio ai propri cittadini vuol dire avere ancora una mentalità egocentrica: in pratica è la dimostrazione che l’Unione ha inciso significativamente sulle nostre procedure ma non certo sul nostro modo di pensare.

Lungi da noi sminuire l’aspetto economico delle cose, ma se questo diventa l’aspetto prioritario per non dire l’unico aspetto da valutare, le stesse opportunità si trasformano in mere considerazioni sul perderci o sul guadagnarci. Un’operazione, qualsiasi operazione, non può nascere unicamente sulla base del quanto costa e chiudersi unicamente sulla base del quanto guadagno o del quanto risparmio. Soprattutto non lo può essere in un contesto di unione di comuni dove può accadere che quel risparmio non sia un risparmio di tutti ma di un comune solo. Si deve dunque essere capaci di guardare al di là del proprio orticello, di capire che banalmente oggi guadagni tu, domani guadagnerò io e che comunque guadagnando tu in parte ci guadagno anch’io (e viceversa).

Tutto questo per dire che il Comune di Bizzarone, sulla base delle discussioni effettuate in sede di Giunta dell’Unione relativamente ai nuovi riparti e sulla base delle proposte effettuate con questa mozione, chiede di rivedere sia il nuovo riparto spese proposto dal Presidente per l’anno 2008, sia la proposta di assegnazione del fondo di solidarietà 2007 alla luce di queste considerazioni, posto che entrambi gli studi si sono unicamente basati su dati di natura economica. Confermiamo quindi la nostra disponibilità a discutere, e da subito -ovvero sin dal bilancio 2008- di nuovi criteri di riparto dei costi, ma solo in presenza di una seria controproposta che tenga conto di quanto detto.
Infine l’ipotesi della fusione dei comuni…

Esprimiamo insoddisfazione per come la vicenda “fusione” è stata gestita. Una simile proposta non era prevista nel nostro programma elettorale e quindi, anche solo per una questione di correttezza e di coerenza nei confronti dei cittadini, si ritiene inopportuno discuterne in questa fase.

Non ci trova quindi d’accordo una gestione unilaterale di un argomento così delicato. Sarebbe stato molto più logico e corretto discuterne preventivamente nel contesto dell’Unione, in modo che si sarebbe potuta produrre una posizione unica dei quattro comuni. La modalità seguita non ha invece fatto altro che mettere in difficoltà gli amministratori, creando confusione nei cittadini e dando un’immagine di poca armonia in seno all’Unione stessa.

Dal metodo al merito, quindi, perchè riteniamo che, se lo strumento dell’Unione di comuni non abbia intaccato l’identità dei singoli enti aderenti (ha semmai inciso sui servizi, aumentandoli e migliorandoli), l’eventualità della fusione tra gli stessi inciderebbe pesantemente su questo delicato aspetto, aprendo il campo a varie e difficili considerazioni. Sottolineiamo infine che l’obbligatorietà della consultazione popolare su questa materia rende finanche superflue certe posizioni, distogliendo l’attenzione da quello che dovrebbe essere il nostro vero obiettivo, ossia una Unione di comuni più saldamente strutturata.

Conclusione

Con questo documento abbiamo voluto, senza reticenza alcuna, con schiettezza e sincerità, esternare la posizione del Comune di Bizzarone sul presente e sul futuro di “Terre di frontiera”. Auspichiamo che nessuno voglia strumentalizzarne il contenuto, che altro non vuole essere che ribadire l’assoluta fiducia del Comune di Bizzarone nei confronti della “scelta Unione”.

lunedì 25 febbraio 2008

Consiglio Comunale

Per martedì 26 febbraio 2008 ore 21:15 è convocato il Consiglio Comunale di Bizzarone. All'OdG la mozione presentata dai sottoscritti relativa all'apertura della farmacia ed una mozione presentata dalla Giunta relativa al futuro dell'Unione.

Confidiamo in una ampia partecipazione.
Damiano, Paolo, Valerio

Futuro dell'Unione

Il futuro dell'Unione è uno degli argomenti che i nostri paesi devono affrontare in maniera seria e lungimirante.
A dicembre è stata presentata al Consiglio dell'Unione una mozione con cui si è chiesto alla Giunta di avviare un confronto tra i consigli dei quattro paesi che compongono attualmente l'Unione con l'obiettivo di giungere ad una visione condivisa e precisa sull'evoluzione futura di quest'ultima.
Il processo prevede che ciascun consiglio comunale voti un proprio documento d'indirizzo in cui sia espresso il proprio punto di vista rispetto al futuro dell'Unione. Il consiglio comunale di Bizzarone affronterà la questione nella seduta di martedì 26 febbraio 2008 ore 21:15.
Il passo successivo è la concovazione di un incontro a cui siano invitati tutti i consiglieri comunali dei quattro comuni. L'incontro è stato convocato per giovedì 28 febbraio 2008 alle ore 21 presso l'Auditorium di Faloppio.
Successivamente verrà silato un documento programmatico complessivo che dovrà essere formalmente approvato da tutti i consigli comunali e dal consiglio dell'Unione. Tale documento dovrà contenere una scelta chiara, convinta e condivisa rispetto a ciò che ci si attende dall'Unione.
Di seguito proponiamo una breve nota che contiene alcuni spunti utili alla riflessione riguardo al futuro dell'Unione.

Sarebbe bello raccogliere commenti e opinioni al riguardo.
Indirizzi per il futuro dell’Unione di Comuni “Terre di frontiera”


1. Unione o fusione?
Unire le forze dei nostri comuni è indispensabile per poter assicurare efficacia ed efficienza all’azione pubblica locale, per saper offrire servizi migliori ai cittadini e svolgere le funzioni di governo in maniera adeguata.
L’Unione “Terre di Frontiera” rappresenta una risposta concreta a questa esigenza: può essere ulteriormente sviluppata e perfezionata, ma va sicuramente nella direzione giusta.
E’, però, impensabile la creazione di un unico comune frutto della fusione degli attuali comuni membri dell’Unione.
I cittadini dei nostri paesi dimostrano ancora un forte senso di appartenenza alle comunità che corrispondono agli attuali confini amministrativi. Tale senso di appartenenza è da considerarsi una grande opportunità: grazie ad esso, infatti, i nostri cittadini si sentono maggiormente responsabilizzati rispetto alle sorti del loro comune, compartecipando attivamente al buon governo del paese.
Al livello degli attuali comuni, dunque, è più facile mantenere quel legame di reciproca fiducia tra cittadino ed amministrazione pubblica capace di influenzare tanto positivamente l’azione amministrativa.
Proprio per queste considerazioni si ritiene impraticabile l’ipotesi di una fusione con gli altri comuni. Gli innegabili vantaggi sotto il profilo dell’efficienza organizzativa verrebbero vanificati dalla perdita di efficacia dovuta all’indebolimento del rapporto di stretta collaborazione con i cittadini.
E’ auspicabile, dunque, che si persegua la via intermedia di promuovere forme di aggregazione solide e strutturate, quale è la formula dell’unione di comuni, ma senza perdere l’identità politica di ciascun comune.

2. La titolarità di funzioni in capo all’Unione “Terre di Frontiera”

Alla luce dell’esperienza maturata fino ad ora, si può a ragione ipotizzare che l’Unione “Terre di Frontiera” compia un ulteriore passo in avanti nel suo percorso evolutivo assumendo la titolarità di alcune specifiche funzioni pubbliche, le quali uscirebbero del tutto dalla competenza dei singoli comuni.
Per queste funzioni, l’Unione “Terre di Frontiera” non assumerebbe più il solo ruolo di esecutrice delle decisioni dei singoli comuni, ma assumerebbe una responsabilità diretta, anche sotto il profilo politico, davanti ai cittadini dei quattro comuni.
Nelle materie devolute dai comuni, il Consiglio dell’Unione diventerebbe vero e proprio organo di indirizzo e controllo e la Giunta dell’Unione si farebbe carico del ruolo esecutivo.
I singoli comuni devolverebbero all’Unione tutta la loro sovranità su questi ambiti, senza più pretendere interventi mirati per le loro rispettive comunità.
Questa devoluzione di competenze all’Unione potrebbe interessare:

la politica di promozione culturale legata all’azione della biblioteca;
la politica dei servizi sociali;
la politica di polizia locale.

Una scelta di questo tipo avrebbe l’innegabile vantaggio di fare chiarezza rispetto alle responsabilità dell’Unione in questi ambiti, favorendo la riconoscibilità e la legittimazione di quest’ultima agli occhi dei cittadini.
La devoluzione di tali funzioni deve essere formulata da tutti i comuni membri dell’Unione. La copertura dei costi relativi deve essere realizzata utilizzando entrate dirette dell’Unione ed un contributo di ciascun comune definito per un periodo triennale e parametrato al numero di abitanti dei comuni.

3. I servizi gestiti in forma associata

Regime diverso rispetto alle funzioni devolute avrebbero i servizi gestiti in forma associata. Su questo fronte non ci si discosta dalla modalità d’azione attuale dell’Unione; in base ad essa i singoli comuni mantengono la responsabilità dell’impostazione politica di fondo riguardo all’erogazione del servizio sul territorio comunale, mentre l’Unione assume la responsabilità della realizzazione tecnica dei servizi stessi.
Se è auspicabile che tutti i comuni aderenti all’Unione sottoscrivano le convenzioni relative a tutti i servizi gestiti in forma associata, si ritiene di dover lasciare aperta la possibilità che anche un gruppo più ristretto di comuni aderenti possa decidere di gestire in forma associata specifici servizi.
Tale ipotesi deve comunque essere subordinata alla decisione favorevole dell’Unione, la quale deve valutare la fattibilità tecnica ed organizzativa di una gestione associata che non abbracci tutti i comuni aderenti.
Come accade attualmente, i rapporti tra i comuni e con l’Unione relativi alla gestione associata di ciascun servizio saranno regolati all’interno di specifiche convenzioni.
Al fine di consentire una pianificazione ragionata e di lungo respiro della gestione associata dei servizi, si richiede che venga formulata una programmazione triennale. Tale programmazione, proposta dalla Giunta dell’Unione, dovrà essere approvata dal Consiglio dell’Unione.

4. L’ingresso di nuovi membri

L’allargamento dell’Unione a nuovi membri è decisamente auspicato e caldeggiato.
I nuovi membri dovranno innanzitutto procedere alla devoluzione delle funzioni attribuite all’Unione (Par. 2).
Per quanto riguarda i servizi gestiti in forma associata, si procede ad una negoziazione diretta tra l’Unione ed il comune che fa richiesta di adesione, al fine di perseguire una mutua soddisfazione.
E’, in ogni caso, necessario che il nuovo membra aderisca almeno alla metà dei servizi gestiti in forma associata dall’Unione al momento dell’ingresso. Si devono considerare per il conteggio tutti i servizi, compresi quelli a cui hanno aderito solo alcuni dei comuni membri.
E’, comunque, auspicabile che il nuovo entrante sottoscriva l’adesione a tutti i servizi gestiti dall’Unione.

5. Rappresentatività all’interno degli organi dell’Unione
Giunta dell’Unione
Nella Giunta dell’Unione dovranno sedere i Sindaci dei comuni membri. Si confermano le regole che attualmente presiedono alla formazione e al funzionamento della Giunta ai sensi dello Statuto in vigore.
Si è disponibili a riconoscere ai membri della Giunta un’indennità. La sua quantificazione deve comunque tener conto del fatto che essa va ad aggiungersi alle indennità già percepite in quanto amministratori dei singoli comuni.

Consiglio dell’Unione
Per assicurare maggiore rappresentatività a tale organo, si ammette che esso preveda un numero diverso di membri designati da ciascun comune a seconda della dimensione demografica. In ogni caso, lo Statuto dell’Unione deve quantificare esplicitamente il numero di componenti assegnati a ciascun comune.
La designazione dei membri del consiglio dell’Unione da parte di ciascun Consiglio Comunale deve comunque tutelare la rappresentatività delle minoranze.
Un’ipotesi di ripartizione dei seggi, considerati i limiti attuali previsti dal TUEL secondo cui non si può eccedere il numero di componenti previsto per i comuni di dimensioni pari alla somma degli abitanti dei comuni membri, potrebbe essere la seguente:

Bizzarone -3
Faloppio - 4
Ronago- 3
Uggiate-Trevano - 4
TOTALE - 12

lunedì 11 febbraio 2008

Mozione farmacia

Buon giorno a tutti,
in merito alla futura nuova farmacia di Bizzarone, vi informo che sabato 9 febbraio u.s. è stata presentata in comune la mozione sotto riportata a firma dei consiglieri Crugnola, Colombo e Falcicchio.
Prima di allegare il testo della mozione, mi preme sottolineare il fatto che tale mozione nasce semplicemente da una lettura più approfondita del Codice Civile italiano e che non è stata pensata con lo scopo di creare dissapori di qualsiasi genere all'interno del Consiglio e/o della Giunta Comunale.
La finalità di tale mozione è quella di garantire una maggiore tutela agli investimenti futuri già programmati ed approvati dal comune di Bizzarone.
Tale mozione verrà discussa e votata durante il prossimo Consiglio Comunale (data, al momento, non ancora definita).
Buona giornata
Vale


Testo della mozione:

Al Signor Sindaco
del Comune di Bizzarone


I sottoscritti Damiano Colombo, Paolo Crugnola e Valerio Falcicchio, Membri del Consiglio Comunale di Bizzarone, chiedono che la presente mozione venga inserita all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Mozione

OGGETTO: Apertura nuova farmacia

L’Amministrazione comunale di Bizzarone sta lavorando per l’apertura di una farmacia comunale ed a tale scopo è stata costituita un’apposita società a responsabilità limitata, la Bizzarone Servizi S.r.l.
Come affermato dall’Amministratore unico della Bizzarone Servizi S.r.l., Sig. Luca Zanini, nel corso di una riunione del gruppo di maggioranza tenutosi nel mese di dicembre 2007, è intenzione della Bizzarone Servizi S.r.l. e della Giunta comunale sarebbe quella di procedere all’apertura della farmacia all’interno dello stabile Foti sito in Via delle Ginestre.
A questo proposito risulta già stipulato uno specifico contratto con cui l’Impresa Foti ha ceduto in comodato gratuito al Comune di Bizzarone gli spazi in cui si intende localizzare la farmacia.
Il Codice Civile, all’art.1803, sancisce che “Il comodato è il contratto col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo a per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito”. Occorre considerare che, sempre il Codice Civile (art. 1809) prevede che al Comodante (nel caso specifico l’Impresa Foti) venga assicurata la facoltà di chiedere in qualsiasi momento al Comodatario (nel caso specifico il Comune di Bizzarone) la restituzione immediata del bene oggetto di comodato (oltre al risarcimento di un eventuale danno), senza peraltro che sia prevista (art. 1808 Cod. Civ.) alcuna forma di rimborso a favore del Comodatario per le spese sostenute per servirsi del bene.
Da ciò si deduce che, nel caso sopraggiungesse una decisione unilaterale del Comodante di chiedere la restituzione degli spazi oggetto di comodato, il Comune di Bizzarone si troverebbe nella delicata situazione di dover liberare immediatamente gli spazi occupati dalla farmacia e da altre attività (commerciali e non) gestite dalla Bizzarone Servizi S.r.l. In tal caso, sarebbe necessario ricercare una nuova sede per la farmacia e dovrebbero essere finanziati nuovamente gli investimenti necessari per un nuovo allestimento.
Come emerso dalla presentazione del Sig. Zanini, le spese previste per l’allestimento della farmacia sono consistenti, soprattutto se confrontate con la dimensione del bilancio comunale, per cui se una situazione di questo tipo si realizzasse effettivamente, il Comune di Bizzarone e la Bizzarone Servizi S.r.l. si troverebbero in gravissima difficoltà economica e finanziaria.
Alla luce di queste considerazione, al fine di ridurre al minimo i rischi collegati all’apertura della farmacia,
si impegna la Giunta:
a non procedere alla realizzazione degli investimenti e, più in generale, all’assunzione di impegni economici e finanziari, né direttamente né attraverso la Bizzarone Servizi S.r.l., relativi all’apertura della farmacia fino a quanto non si sarà stabilita una forma contrattuale per la fruizione degli spazi maggiormente adeguata allo scopo e che assicuri sufficiente stabilità e tutela alla programmazione gestionale e finanziaria dell’operazione.

Bizzarone, 9 febbraio 2008

Damiano Colombo
Paolo Crugnola
Valerio Falcicchio